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B - Book Festival

21 maggio 2026 2 min

Michele D’ignazio

Pubblica libri con Rizzoli. I più conosciuti sono la serie long-seller di “Storia di una matita”, che ha conquistato tanti bambini, divenendo una delle letture di narrativa preferita nelle scuole, la trilogia di Babbo Natale, iniziata con “Il secondo lavoro di Babbo Natale”, tradotto in 12 lingue, “Pacunaimba”, un romanzo avventuroso alla scoperta del Brasile più nascosto, e l’autobiografico “Il mio segno particolare”. Tanti i progetti paralleli alla scrittura: oltre ai numerosi incontri nelle scuole, dai suoi libri sono nati laboratori e spettacoli teatrali. D’estate gestisce “Il Vicolo, Vineria” nel centro storico di San Nicola Arcella, sull’alto Tirreno calabrese, dove unisce la sua passione per il cibo, l’arte e la cultura.

IL MIO SEGNO PARTICOLARE (Rizzoli, 2021) Michele nasce il 7 gennaio 1984. I suoi genitori non vedono l’ora di conoscerlo, di prenderlo in braccio, di portarlo a casa. Ma quando lo vedono per la prima volta restano… stupiti! Sulla schiena il piccolo ha un neo gigante a forma di mantello, proprio come quello dei supereroi. Iniziano così mille avventure, dentro e fuori dagli ospedali, con medici, sale operatorie e infiniti rotoli di garza. Con ironia e leggerezza Michele oggi ci racconta la sua vita a pois, svelandoci le tante emozioni che ha vissuto e descrivendo tutti quei grandi che lo hanno aiutato quando lui era piccolo. Che gli sono stati accanto, con coraggio, sensibilità e allegria. E che gli hanno dato la spinta a diventare la persona che è oggi, uno scrittore attento alla bellezza di tutti i segni particolari e amico dei bambini, a cui non smette di raccontare storie. «Ma tu scrivi con amore o con fatica?» «Con tutti e due! A volte l’amore è anche fatica. Per esempio: ti piace andare in bicicletta? Ogni pedalata è un metro in avanti. Più fai fatica, più la bicicletta ti porta lontano. E cresce l’amore per quei momenti felici.»

Claudio Dionesalvi

(Cosenza, 1971), insegnante di strada e mediattivista, è stato tra i fondatori della Nuova Guardia ’86 Ultrà Cosenza e del C.S.A. Gramna. Già direttore di Tam Tam e Segnali di Fumo, è operativo nella Scuola del Vento tra i bambini rom, e nell’associazione Coessenza. Autore di diverse pubblicazioni, collabora con il manifesto.

FINO ALL’ULTIMA CABINA (Edizioni Erranti, 2017) Questo libro contiene dodici racconti brevi incentrati sul rapporto con la telefonia. Storie che ruotano intorno alla presenza o all'assenza di un telefono cellulare, in alcuni casi semplice pretesto narrativo. Le prime sei narrano vicende avvenute quando ancora il telefonino non esisteva o era un bene di lusso, uno status symbol che in pochi potevano permettersi. Gli ultimi sei racconti si riferiscono a esperienze vissute dopo l'avvento dell'homo cellularis.

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