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MATTIA GALLO E I RACCONTI SOSPESI TRA VISIONI E REALISMO

21 maggio 2026 2 min

Visionario ma realista, rivoluzionario e concreto.

C'è di tutto nella scrittura di Mattia Gallo all'esordio letterario con Il palazzo blu e altri racconti edito da Ilfilorosso.

Si parte da un mito avvolgente e coinvolgente. Il silidrillo, è un rettile che si annida mitologicamente nei laghi silani. Mattia recupera una storia scritta da Umberto Felicetti per Co-essenza qualche anno fa e da qui fa partire la sua narrazione.

Si parla di concorsi e competizioni, di case occupate e strategie per mantenere i poveri sempre più preda di politici e oligarchie economiche. Poi si passa al resto dei racconti che tengono inchiodato il lettore. È una scoperta di dati, situazioni, miti, lotte sociali.

Gallo dà voce anche a studiosi (architetti per esempio). Il dato sulle case sfitte in proporzione a quanti invece ne sono sprovvisti mortifica e crea senso di vergogna. Siamo nella Cosenza della cementificazione, dell'espansione verso i quartieri più periferici. Sullo sfondo le lotte sociali che in questi anni hanno animato la città e costruito spesso percorsi di partecipazione che hanno trovato proprio nelle occupazioni abitative uno spazio di condivisione, denuncia e aggregazione.

Così come crea disagio nel lettore quella competizione spudorata nei concorsi che fa paura anche ai mostri marini. Qui sullo sfondo c'è un affresco della Calabria vista dall'autostrada. Un dipinto sospeso tra bellezze naturali e senso di solitudine e abbandono. Quella che si prova ogni giorno inesorabile e che piano piano conferma empiricamente le proiezioni sulla desertificazione della regione fornite dai sociologi dell'Unical.

Mattia Gallo però è attivista e giornalista oltre che futuro insegnante e non ci sta ad arrendersi a questo stato di cose. Trova un suo coinvolgimento nei movimenti cittadini, scrive delle storture e ingiustizie con ironia.

Denuncia con la scrittura che diventa racconto dopo racconto sempre più arguta, mai rabbiosa, lucida e al contempo visionaria. Questo mix tra concretezza e visionarietà è il vero tratto distintivo di Gallo scrittore. Una Calabria che si muove tra palazzi ipercontrollati, quasi a essere in un grande fratello, a mostri marini che vorrebbero vendicarsi davanti allo scempio della competizione, dell’egoismo, della lotta tra poveri e sfruttati. Poi c’è la Calabria delle nostre città, delle povertà diffuse.

Un esordio tutto da leggere, un racconto sospeso tra narrativa e antropologia. Così come altri studiosi e scrittori hanno fatto nei decenni precedenti. La mente va subito a Corrado Alvaro e Saverio Strati ma anche a Sharo Gambino e perché non citare nella poesia e nel teatro Franco Costabile, Antonello Antonante e Franco Dionesalvi. Per giungere poi a Vito Teti e Giuliano Santoro. Affreschi come quello di Mattia Gallo ci impongono di andare e rimboccarci le maniche, raccontare e denunciare.

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Andrea Bevacqua
Andrea Bevacqua

Redazione

Insegna Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Ama mischiarsi tra le persone.

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