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LA CAMPANELLA di Roberto Carnero

21 maggio 2026 2 min

La campanella, il diario di un anno di scuola in pandemia, oltre a essere un percorso cronologico e cronachistico di questo ultimo anno a scuola è soprattutto il pretesto per parlare di Letteratura, del suo senso più profondo, della sua ineludibile necessità, principalmente quando la vita ci espone alle resistenze esistenziali più estreme. "Prof, ma mi dica una cosa: a che serve il latino?" Ecco, proprio da questa domanda riportata nelle prime pagine si irradia lo sfondo sul quale risalta la trama del libro: cosa significa per un ragazzo adolescente immergersi nello studio, cercando le motivazioni più profonde per dare significato a ciò? Carnero, docente di letteratura, nelle pagine del testo, sgrana gli autori e le opere che fin dall'antichità hanno dato testimonianza del loro immergersi nel flusso del tempo e lo fa per spiegare come le parole scritte e narrate cerchino di comprendere la realtà in cui siamo calati e soprattutto cerchino di penetrare nella parte più profonda di noi stessi. Le parole e la letteratura assumono un ideale terapeutico nei confronti dell'insensatezza della vita stessa, ponendo basi che arginino l'iniquità degli atti umani, innervando semi di civiltà e democrazia nell'organizzazione sociale degli esseri umani. Per ribadire ciò l'autore cita il nobel Brodskij "Poiché non sono molte le cose in cui riporre le nostre speranze in un mondo migliore, poiché tutto il resto sembra condannato a fallire in un modo o nell'altro, dobbiamo pur sempre ritenere che la letteratura sia l'unica forma di assicurazione morale di cui una società può disporre: che essa sia l'antidoto permanente alla legge della giungla: che essa offra l'argomento migliore contro qualsiasi soluzione di massa che agisca sugli uomini con la delicatezza di una ruspa, se non altro perché la diversità umana è la materia prima della letteratura, oltre a costituirne la ragion d'essere". La letteratura previene e cura gli sbandamenti dell'agire umano e lo fa non in maniera autoritaria e impositiva ma accarezzando le inclinazioni giuste e rette depositate nella coscienza umana, una forma di "educazione al senso di umanità" (sempre Brodskij). Sfogliando le pagine, il percorso diaristico e giornaliero si sposa alle lezioni tenute in classe, fino a quando è stata possibile la presenza, e poi alle lezioni online quando la curva dei contagi ha bloccato tutto e, oltre alle riflessioni di Carnero su queste situazioni logistiche altalenanti, l'autore medita appunto sulla centralità delle opere letterarie nella formazione degli studenti per abituarsi al senso critico personale e all'impegno etico e civile nella società. E dunque, ecco le "verità universali" di Omero, Sofocle, Tucidide, Virgilio, Paolo Diacono, Parini, Manzoni, Dante, Boccaccio, Machiavelli, Leopardi, Levi, Metastasio fino ai più recenti, Camus e Foucault testimoni imperituri che tracciano linee di resistenza nella quotidiana sfida della vita.

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