GLI OSTACOLI ALLA CURA
Cattura luce, suoni e parole tra i luoghi e le persone
Una ricerca scientifica[^1] ha scandagliato le differenze psicologiche tra le persone che vivono nel mondo sviluppato e quello in via di sviluppo, in una prova sperimentale è stato chiesto di continuare a piacimento l’espressione “Io sono…”, i primi hanno risposto con aspirazioni, capacità e lavori personali: “uno scienziato”, “un curioso”, “una persona aperta di mente”; gli ultimi invece hanno risposto con ruoli famigliari o sociali: “il padre di Efemelu”, “la sorella di Maya”, “un membro del popolo Ndebele”. Mentre i lavori sono riconosciuti come sganciati dal ruolo, le nostre relazioni sono dettate dalla sfiducia nell’altro, fatichiamo a riconoscere chi è intorno a noi come fonte autorevole di idee e valori.
Questa sfiducia ha generato estremismi, per esempio in politica abbiamo Qanon o in ambito sanitario abbiamo gli oltranzisti no vax. Questa stessa sfiducia sono sicuro che è percepita da chi lavora a scuola, una sfiducia inverata dalle lacune strutturali o da episodi anche isolati. Il primo ostacolo a ogni rapporto di cura è la sfiducia.
Il marketing ci suggerirebbe di prenderci cura del nostro appeal, rifarsi il look o qualche testimonial di grido andrebbero bene per uno spot o un manifesto, ad esempio per qualche scuola privata in cerca di clienti prezzolati, ma quella fiducia che permette la relazione cura non si compra, non può essere una clausola di contratto e non c’è un modo per pretenderla.
Nella mia esperienza personale nel costruire rapporti di cura ho sempre inteso offrire la fiducia a perdere, quella fiducia considerata sempre mal riposta in persone alle quali non si può chiedere di più che continuare a sbagliare. Ho visto crescere la fiducia nella mia persona e nel mio ruolo, quando ho accettato l’altro nel suo ruolo sociale che altri non riconoscevano più. I nostri ragazzi non sono il futuro della società, ne sono già protagonisti e chi ha un rapporto di cura glielo deve riconoscere e lo deve incoraggiare.
Mi piacerebbe perciò che la scuola avesse tempo per costruire relazioni basate sulla fiducia, nel continuo scambio di idee, valori ed esperienze.
[^1]: The WEIRDest People in the World, Joseph Henrich, Farrar, Straus and Giroux, 2020.
Il primo ostacolo a ogni rapporto di cura è la sfiducia
Collaboratore
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo a scrivere.
Continua a leggere
La scuola non dia un valore ma aiuti a scoprire il proprio valore
Note a partire da una storia personale
L'autore riflette sul senso della valutazione scolastica a partire dalla propria esperienza personale, evidenziando come la scuola debba accompagnare gli studenti a scoprire il proprio valore e non limitarsi a emettere sentenze definitive.
La risposta alla domanda fondamentale sulla vita
Sull’universo e (quasi) tutto quanto
Un parallelo ironico e profondo tra le fasi di una maratona e quelle della vita. Dall'entusiasmo iniziale da gestire con la testa, si arriva allo sforzo finale che richiede cuore per tagliare il traguardo con ritrovata leggerezza.
NON DI SOLI PROGRAMMI VIVONO I BAMBINI E LE BAMBINE
L'educazione emotiva è fondamentale per lo sviluppo di bambini e bambine. L'insegnante deve svestire i panni dell'adulto per comprendere le loro emozioni, aiutandoli a costruire un'identità in continua evoluzione e con meno maschere, oltre i rigidi programmi ministeriali.