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GLI OSTACOLI ALLA CURA

21 maggio 2026 2 min

Cattura luce, suoni e parole tra i luoghi e le persone

Una ricerca scientifica[^1] ha scandagliato le differenze psicologiche tra le persone che vivono nel mondo sviluppato e quello in via di sviluppo, in una prova sperimentale è stato chiesto di continuare a piacimento l’espressione “Io sono…”, i primi hanno risposto con aspirazioni, capacità e lavori personali: “uno scienziato”, “un curioso”, “una persona aperta di mente”; gli ultimi invece hanno risposto con ruoli famigliari o sociali: “il padre di Efemelu”, “la sorella di Maya”, “un membro del popolo Ndebele”. Mentre i lavori sono riconosciuti come sganciati dal ruolo, le nostre relazioni sono dettate dalla sfiducia nell’altro, fatichiamo a riconoscere chi è intorno a noi come fonte autorevole di idee e valori.

Questa sfiducia ha generato estremismi, per esempio in politica abbiamo Qanon o in ambito sanitario abbiamo gli oltranzisti no vax. Questa stessa sfiducia sono sicuro che è percepita da chi lavora a scuola, una sfiducia inverata dalle lacune strutturali o da episodi anche isolati. Il primo ostacolo a ogni rapporto di cura è la sfiducia.

Il marketing ci suggerirebbe di prenderci cura del nostro appeal, rifarsi il look o qualche testimonial di grido andrebbero bene per uno spot o un manifesto, ad esempio per qualche scuola privata in cerca di clienti prezzolati, ma quella fiducia che permette la relazione cura non si compra, non può essere una clausola di contratto e non c’è un modo per pretenderla.

Nella mia esperienza personale nel costruire rapporti di cura ho sempre inteso offrire la fiducia a perdere, quella fiducia considerata sempre mal riposta in persone alle quali non si può chiedere di più che continuare a sbagliare. Ho visto crescere la fiducia nella mia persona e nel mio ruolo, quando ho accettato l’altro nel suo ruolo sociale che altri non riconoscevano più. I nostri ragazzi non sono il futuro della società, ne sono già protagonisti e chi ha un rapporto di cura glielo deve riconoscere e lo deve incoraggiare.

Mi piacerebbe perciò che la scuola avesse tempo per costruire relazioni basate sulla fiducia, nel continuo scambio di idee, valori ed esperienze.


[^1]: The WEIRDest People in the World, Joseph Henrich, Farrar, Straus and Giroux, 2020.

Il primo ostacolo a ogni rapporto di cura è la sfiducia
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TS
Tommaso Scicchitano

Collaboratore

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