Tra le diverse espressioni del greco antico che richiamano la valutazione c’è il verbo ἀξιόω. Questa radice - oltre che al valore economico - rimanda alla dignità. Infatti l’aggettivo ἄξιος indica qualcuno che ha valore, un’esperienza per cui ‘vale la pena’, qualcosa di bello e degno di essere stimato. Non a caso sia il verbo che l’aggettivo reggono un genitivo di stima: la valutazione ha a che fare con la dignità della persona, con l’onore dell’essere umano!
A questa stessa famiglia semantica appartiene l’assioma, in greco ἀξίωμα, che nel linguaggio matematico indica una verità che è certo senza bisogno di alcuna dimostrazione; così è evidente al docente e alla scuola che ogni ragazzo “è degno” di cura, attenzione, in quanto portatore di valore e bellezza: axioma, infatti, si traduce anche con valore, pregio e bellezza.
La valutazione non è legata tanto al valore che ha un ragazzo - c’è forse una persona che non ha valore!? - ma alla bellezza che il docente sa (ri)conoscere nella vita, tutta, di ogni suo allievo. Certamente ogni ragazzo è speciale e porta con sé un’esperienza degna di attenzione e cura da parte della comunità che, nella scuola, sogna il suo futuro attraverso i sogni dei ragazzi che sono degni, axioi, di ascolto, sostegno, bellezza.
In questa prospettiva il docente non è chiamato ad esaminare la preparazione dei ragazzi per scovare le lacune o le competenze mancanti; il prof è un ‘artigiano di futuro’ che si mette alla ricerca della bellezza che abita le vite di ogni studente, oggi, sempre! E qualora questo valore non si vedesse forse, insieme allo studente che deve studiare di più, c’è un docente che deve esercitare meglio il suo sguardo!
Non sempre i ragazzi hanno acquisito tutte le conoscenze e le competenze necessarie, che pure sono importanti: in questo caso la valutazione diventa un trampolino per guardarsi dentro, per rivedere il percorso fatto e per continuare a crescere nella consapevolezza che ciascuno è “portatore sano di bellezza”.
La valutazione, prima che un processo docimologico, è un incontro!
Ad ogni ‘appuntamento valutativo’, infatti, l’insegnante ha l’opportunità di scommettere di nuovo sul ragazzo per crescere ancora come ‘esploratore di bellezza’: a scuola se non si cresce insieme, docenti e studenti, non cresce nessuno!
La dignità, la bellezza del ragazzo diventa l’obiettivo di ogni esperienza valutativa: non è un caso - o almeno vorrei sperarlo - che dalla stessa radice prenda il nome uno tra i registri elettronici più diffusi nelle scuole italiane.
Allora la valutazione più che un esame è un esercizio che coinvolge tutta l’esperienza formativa ed educativa del docente e degli studenti, è l’opportunità di ri-scoprire ogni giorno l’umanità in ciascun ragazzo …che è la stessa umanità dei docenti che sono fatti della stessa pasta, anzi della stessa dignità!
Collaboratore
Insegna italiano, latino e greco nei licei della provincia di Cosenza, è consigliere nazionale dell'Azione Cattolica Italiana.
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