Questa volta abbiamo percorso le traiettorie tortuose e impervie della valutazione. Un tema caldo per il numero di Registro (S)connesso della primavera-estate. Una riflessione a 360 gradi come siamo abituati. Ci siamo imbattuti in opinioni, racconti, analisi, ricerche etimologiche, dialoghi. Spunti e sollecitazioni, suggestioni per innescare un dibattito. È quello che ci proponiamo in ogni numero, è quello che faremo anche stavolta. Abbiamo pensato a una riflessione in grado di soddisfare il tema sia per quanto riguarda gli studenti che per quanto riguarda i docenti. Un’analisi che si apre a cerchi concentrici come nello stagno immaginato da Gianni Rodari dove il sasso gettato diventa mezzo per innescare nuove narrazioni. Le narrazioni nel nostro Registro (S)connesso diventano pensiero, ricerca e azione in un mare che vuole accogliere, contaminare, unire. E il pensiero non può non andare alle vittime di Cutro, a quelle mamme e a quei padri, a quelle ragazze e ragazzi che avrebbero frequentato le nostre scuole e i nostri banchi. Non si può restare in silenzio, non ci si può voltare dall’altra parte, non si possono chiudere i porti come ricordava la nostra collega Dirigente di Firenze nella bellissima lettera scritta a febbraio. Anche a lei va il nostro sostegno.
Non ci resta che augurarvi buona lettura e un arrivederci al numero quattro che uscirà in ottobre. Parleremo di formazione. Ma questa è un’altra storia!

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