Intervista a Pier Luigi Lando
Come definire l’identità e cosa può fare la Scuola
Gennaro Ponte
Pier Luigi Lando alle soglie dei 95 anni, cerca di far avanzare, mosso da impegno e passione per le Scienze, le sue ricerche a matrice psico-sociale. Ha alle spalle una lunga carriera da neuropsichiatra infantile e diverse esperienze all’estero
– Come può essere definita l’identità?
L’identità può essere qualificata come un insieme di fattori psicodinamici, familiari e sociali che interagiscono con il mondo esterno. Bisogna chiarire che ogni essere vivente è programmato per lo sviluppo di potenzialità e di capacità che non sono uguali per tutti. Ecco, allora, che l’identità ha anche a che vedere con il modo in cui gli individui riescono a fare emergere il complesso di capacitazioni innate.
– In che modo la Scuola concorre alla formazione dell’identità degli individui?
La Scuola, a mio avviso, ha conservato la funzione di far esplorare ai discenti limiti, contraddizioni, problematiche, ma anche il proprio Sé, il proprio vissuto, la vocazione. Beh, quando si ragiona di identità, si fa i conti pure con gli elementi che ho appena richiamato.
– È possibile inquadrare il sistema educativo come un ecosistema?
Gli ecosistemi hanno un forte capacità di adattamento. Se consideriamo che la Scuola, come agenzia di socializzazione, muta con il passare del tempo, intercettando conoscenze, stili, ma anche modi di stare al mondo, allora la risposta non può che essere affermativa.
– Il termine “ecosistema” mi richiama alla mente la Ricerca eco-psico-sociale integrata (REPSI), di cui lei è uno dei massimi precursori. Le chiederei di spiegare, in poche battute, i principi e le finalità della REPSI?
La REPSI è stata sviluppata partendo dalla constatazione del mancato successo di ogni tentativo di cambiamento. La REPSI, centrando lo studio sulla genesi, sull’evoluzione, sulle problematiche e sulle prospettive della relazionalità umana, ha dato linfa vitale allo studio dei gruppi.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo a scrivere.
Continua a leggere
Pensieri che nuotano nell’aria
Come la leggerezza diventa scudo-specchio per decodificare la realtà
L'autrice riflette sul concetto di leggerezza a partire da un laboratorio didattico, esplorandone le sfaccettature attraverso il mito di Perseo e Medusa riletto da Calvino. La leggerezza diventa così uno scudo-specchio vitale per non farsi pietrificare dalla realtà.
Sosterrò le ragioni della leggerezza
Breve laboratorio corporeo sulla leggerezza
Un progetto pedagogico che, partendo dall'osservazione dei bambini, unisce corpo, movimento e gioco per esplorare la dinamica del peso e il valore simbolico della leggerezza.
PROGETTO BIBLIOTECA SCOLASTICA
Linguaggi, emozioni e cambiamenti
Il Progetto Biblioteca dell'IIS "Marconi-Guarasci" promuove l'inclusione e il piacere della lettura tra gli studenti. Un esempio di successo è la pubblicazione del libro "Viceversa" della studentessa Wanda Bruno, dimostrando il potere terapeutico ed emancipatorio della scrittura.