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Intervista a Pier Luigi Lando

Come definire l’identità e cosa può fare la Scuola

21 maggio 2026 2 min

Gennaro Ponte

Pier Luigi Lando alle soglie dei 95 anni, cerca di far avanzare, mosso da impegno e passione per le Scienze, le sue ricerche a matrice psico-sociale. Ha alle spalle una lunga carriera da neuropsichiatra infantile e diverse esperienze all’estero

– Come può essere definita l’identità?

L’identità può essere qualificata come un insieme di fattori psicodinamici, familiari e sociali che interagiscono con il mondo esterno. Bisogna chiarire che ogni essere vivente è programmato per lo sviluppo di potenzialità e di capacità che non sono uguali per tutti. Ecco, allora, che l’identità ha anche a che vedere con il modo in cui gli individui riescono a fare emergere il complesso di capacitazioni innate.

– In che modo la Scuola concorre alla formazione dell’identità degli individui?

La Scuola, a mio avviso, ha conservato la funzione di far esplorare ai discenti limiti, contraddizioni, problematiche, ma anche il proprio Sé, il proprio vissuto, la vocazione. Beh, quando si ragiona di identità, si fa i conti pure con gli elementi che ho appena richiamato.

– È possibile inquadrare il sistema educativo come un ecosistema?

Gli ecosistemi hanno un forte capacità di adattamento. Se consideriamo che la Scuola, come agenzia di socializzazione, muta con il passare del tempo, intercettando conoscenze, stili, ma anche modi di stare al mondo, allora la risposta non può che essere affermativa.

– Il termine “ecosistema” mi richiama alla mente la Ricerca eco-psico-sociale integrata (REPSI), di cui lei è uno dei massimi precursori. Le chiederei di spiegare, in poche battute, i principi e le finalità della REPSI?

La REPSI è stata sviluppata partendo dalla constatazione del mancato successo di ogni tentativo di cambiamento. La REPSI, centrando lo studio sulla genesi, sull’evoluzione, sulle problematiche e sulle prospettive della relazionalità umana, ha dato linfa vitale allo studio dei gruppi.

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