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PROGETTO BIBLIOTECA SCOLASTICA

Linguaggi, emozioni e cambiamenti

Il libro ha una funzione insostituibile nella formazione e nella creazione di una capacità critica, selettiva e costruttiva. In Italia i lettori sono pochi, in relazione alla popolazione totale: secondo l’ultimo rapporto Istat sui libri e lettori in Italia, nel 2019 la quota delle persone di sei anni e più che ha letto almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali, si ferma al 40 per cento; anche rispetto al resto d’Europa, il nostro paese non raggiunge dati confortanti: da una campionatura effettuata per un rapporto Eurostat del 2019, si rileva che in Italia il tempo giornaliero medio destinato alla lettura è tra i più bassi dell’Unione Europea (solo cinque minuti al giorno, rispetto a Estonia, tredici minuti, Finlandia e Polonia, dodici minuti, Ungheria, dieci minuti).\n\nDa tale consapevolezza è nato, nell’Istituto d’Istruzione Superiore “Marconi-Guarasci”, il Progetto Biblioteca.\n\nLo scopo è quello di avviare, potenziare e consolidare il piacere di leggere, suscitare l’attenzione e l’interesse, educare all’ascolto e alla comprensione orale. Inoltre la lettura dei libri costituisce la condivisione di un’esperienza e diventa un fattore di socializzazione. Il Progetto Biblioteca, infatti, mediante un’azione educativa coerente con i principi dell’inclusione e dell’integrazione delle culture, considera l’accoglienza della diversità un valore irrinunciabile. Ai sensi della normativa relativa al modello di Scuola Inclusiva, l’Istituto ha inteso realizzare questo percorso formativo per migliorare il proprio grado di inclusività, considerandolo un’opportunità per iniziare a realizzare una scuola chiamata a favorire il successo scolastico di tutti e di ciascuno, nel rispetto di quanto affermava già Don Milani con la sua idea di insegnamento ancora attuale: “non c’è nulla che sia ingiusto quanto far le parti eguali tra disuguali”. Si è inteso, dunque, rendere sempre più efficace il percorso progettuale adattando obiettivi e strategie ai bisogni e alle caratteristiche di ciascun studente e studentessa, per dare a tutti la possibilità di acquisire e padroneggiare competenze di cittadinanza attiva, promuovendo, al contempo, la prevenzione del fallimento e dell’abbandono scolastico.\n\nIl Progetto Biblioteca, rientrato nel Piano dell’Offerta Formativa, ha realizzato un percorso anche educativo aperto al futuro e all’incontro con l’altro, fondato sull’accoglienza, sulla gratuità e finalizzato alla costruzione di un progetto di vita. In ogni fase e attività proposta si è cercato di garantire la piena partecipazione di studenti e studentesse tenendo conto delle unicità sociali, biologiche, psicologiche e culturali di ciascuno, facendo sentire ogni partecipante parte attiva del gruppo, lavorando al fine di consentire il raggiungimento del massimo livello possibile individuale, in fatto di apprendimento, attraverso una didattica per competenze ed inclusiva.\n\nL’esperienza condivisa in biblioteca, ha dimostrato che gli studenti e le studentesse reagiscono in maniera positiva alle sollecitazioni prodotte dalla lettura, tanto che la nostra biblioteca è diventata un laboratorio creativo e inclusivo sia per l’adesione all’iniziativa, sia per la realizzazione di tante attività come: l’incontro con l’autore Emanuele Fiano che ha presentato il libro “Il Profumo di mio padre”, la mostra d’arte online “Belli dentro”, l’allestimento del mercatino artigianale e la scrittura e poi la pubblicazione, da parte della studentessa Wanda Bruno, del suo primo libro “Viceversa”.\n\nL’idea del libro nasce dal bisogno di trovare un linguaggio per comunicare con gli altri, per farsi capire quando non si hanno le parole giuste, per urlare il proprio mondo senza utilizzare la voce.\n\nScrivere può diventare strumento per esprimere le proprie emozioni, canale per vedere, da un altro punto di vista, le storie più o meno piacevoli che la nostra mente ci racconta sempre, in ogni momento della vita, linguaggio per poter dar voce al vissuto personale conferendo un senso agli eventi e costruendo il significato della realtà (Bruner, 2015).\n\nIl foglio è spazio, contenitore e la penna è voce.\n\nLa scuola, attraverso azioni di progettazione condivisa, può diventare, come in questo caso, setting per la concretizzazione di desideri, raggiungimento di obiettivi, attivazione di risorse personali rendendo gli studenti veri protagonisti del proprio processo di crescita, di maturazione cognitiva, emotiva e relazionale, divenendo sempre più inclusiva e, in alcuni casi, luogo di riscatto e rinascita. Chi ha accompagnato Wanda in questo viaggio è sempre stato un passo indietro per supportare, incoraggiare, sostenere una giovane ragazza alla scoperta dei suoi valori e risorse.\n\nL’opera prodotta è frutto di un reale processo di crescita all’interno di un contesto che crede nei valori della collaborazione attiva, del lavoro multidisciplinare e che con disponibilità e accoglienza lascia spazio agli adolescenti e a ciò che hanno da dire.\n\nViceversa è il frutto di un atto di fiducia, di un processo lento ma profondo di cambiamento, di un incremento silenzioso e costante di consapevolezza, di amore, passione di una giovane ragazza. Viceversa è Wanda, è il suo affacciarsi al mondo interiore ed esterno. Il suo narrarsi autentico è un esempio di come la scrittura possa essere un modo per trasformare le cose, anche le cose brutte in cose belle, di come possa diventare un reale gesto di resilienza.\n\nScrivere è una vera e propria esposizione (Lepore, Greenberg, Bruno, Smyth, 2002) a emozioni, pensieri, storie, esperienze anche indesiderate. Mettendole nero su bianco diventano concrete, non sono più solo nella mente, ma diventano palpabili, si possono vedere. Guardarle, riconoscerle ed essere disponibili a far sì che siano lì riduce l’evitamento e promuove l’accettazione. Non si può decidere di eliminare, cancellare emozioni, pensieri, non si possono modificare storie, esperienze indesiderate, ma scriverle consente di esperirle in modo diverso.\n\nLa narrazione è allora strumento di cambiamento nel momento in cui il linguaggio narrativo attiva reti associative e il recupero di memorie che consentono azioni di rielaborazione e chiarificazione del proprio vissuto (Pennebaker, 2003).\n\nAd esempio la narrazione della storia di vita, che troviamo anche nell’opera Viceversa, è uno strumento che consente di ri-elaborare il sé (attraverso un processo di decentramento) e produrre una trasformazione.\n\nScrivere esperienze personali o di altri significativi, facendole vivere ai personaggi dei propri racconti, può favorire una presa di distanza, promuovendo un cambiamento del punto di vista. Attraverso il processo di lettura del proprio scritto, si diventa osservatori esterni di sé stessi e si ha la possibilità di riflettere sull’elaborato con flessibilità, dando senso e significato diversi agli eventi (Campbell, 2003).\n\nInoltre il pensiero narrativo promuove lo sviluppo metacognitivo poiché stimola una selezione rispetto ai contenuti da riprodurre e/o da tralasciare, da rimarcare e/o sminuire, o da rielaborare.\n\nScrivere è un linguaggio alternativo quando non si riesce o non si vuole parlare.\n\nLa scrittura, infatti, a differenza del parlare, è più lenta, necessita di tempo, può essere portata avanti per periodi più o meno lunghi e, soprattutto, richiede una struttura che le consente di essere meno caotica. Un’altra differenza sostanziale e straordinaria riguarda la possibilità di apportare modifiche, che diviene quasi un’azione riparativa di cambiamento mentre la rappresentazione di sé rimane stabile. In estrema sintesi la scrittura può avere un effetto di integrazione dell’esperienza e dell’identità (Pennebaker, 1999).\n\nLa nostra attività continua cercando rapporti anche con il territorio. Infatti abbiamo stretto il Patto per la lettura con il Comune di Cosenza e porteremo avanti un’attività di lettura e scrittura che chiameremo: Leggimi, raccontami, creami.\n\n## Bibliografia\nBruner, J., (2015) La fabbrica delle storie: Diritto, letteratura, vita. Editori Laterza\nCampbell R.S. e Pennebaker J.W. (2003), The secret life of pronouns: Flexibility in writing style and physical health, "Psychological Science", 14, 60-65.\nLepore, S. J., Greenberg, M. A., Bruno, M., & Smyth, J. M. (2002). Expressive writing and health: Self-regulation of emotion-related experience, physiology, and behavior. In S. J. Lepore & J. M. Smyth (Eds.), The writing cure: How expressive writing promotes health and emotional well-being (pp. 99–117). American Psychological Association.\nPennebaker J.W. e Seagal J.D. (1999), Forming a story: the health benefits of narrative, "Journal of Clinical Psychology", vol. 55, 1243-1245.\nPennebaker J.W. e Stone L.D. (2003), Words of Wisdom: Language Use Over the Life Span, "Journal of Personality and Social Psychology", Vol. 85, No. 2, 291-301.

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WB
Wanda Bruno

Collaboratore

VP
Vera Pellegrino

Collaboratore

RG
Rosaria Ginese

Collaboratore

MS
BA
Benedetta Aquino

Collaboratore

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