Pensieri che nuotano nell’aria
Come la leggerezza diventa scudo-specchio per decodificare la realtà
Roberta Iandria Nata a Cosenza nel 1976. Insegnante di Materie Letterarie, da anni impegnata in attività di tutor dei docenti neoassunti; ha svolto anche attività di docenza nel laboratorio del Tfa sostegno-codici linguistici presso l’Unical di Rende
Ricordo ancora di quel laboratorio didattico nel quale ho costruito insieme agli alunni gli apprendimenti di letteratura delle emozioni, partendo proprio dai campi semantici legati al tema della LEGGEREZZA.
Pesantezza Levità Semplicità Naturalezza Freschezza Delicatezza Spensieratezza Morbidezza Robustezza Disinvoltura Dolcezza Eleganza Praticità Raffinatezza Leggiadria Versatilità Superficialità Irresponsabilità Sciocchezza
Ciascuna di queste parole evocate con un brainstorming mettono in evidenza momenti, attimi, giornate, atteggiamenti, emozioni, visioni, ancoramenti. La leggerezza però, se inserita nel recinto delle definizioni da manuale, rischia di mostrarsi un po’ fiacca. Alcuni suoi aspetti, se riferiti ad un panorama più ampio di esperienze, sono avulsi dalle spiegazioni più prossime di questo termine. La proposta sovversiva è quella di guardare alle qualità della leggerezza, seppur le opposte definizioni tendono a dividere: da una parte coloro che la sentono come espressione di superficialità e dall’altra quelli- a mio avviso i “funamboli del vivere“ che guardano ad essa come possibilità di andare OLTRE.
Purtroppo il giudizio critico sulla leggerezza zavorra a terra le espressioni più aeriformi di questo termine. Quando si commette una leggerezza, si indossano involontariamente calzari di piombo che implicano un pensiero negativo di assenza, mancanza di testa e di risposta, irresponsabilità. Scegliere con leggerezza può condurre all’errore, ad una direzione diversa da quella attesa. A sbagliare.
Letture leggere, legami leggeri sono espressioni “pesanti“; sottolineano l’assenza di levatura, evidenziano un pregiudizio.
Un esercizio che spesso uso fare quando sono stanca e un po’ afflitta dal peso della quotidianità di fretta, è FERMARMI per ascoltare il mio respiro. La sensazione di benessere che viene fuori dal sublimare il concreto in immagini (migrazioni di idee dalla lista della spesa ai luoghi del cuore), mentre ascolto l’aria che esce ed entra nei miei polmoni, mi rende sensibile a percepire la leggerezza come liberazione dai pesi inutili. Si può scegliere di guardare all’accezione più usata o abusata di questo termine, alla severità del giudizio di quando ci si trova in condizione di stare in superficie; ma, se si recede dalle scientifiche analisi etimologiche e si pone lo sguardo alle intrinseche qualità della leggerezza legate alla pelle, si possono scoprire i nervi e ci si sorprenderà al sentirsi liberi seppur doloranti. Si potrà guardare all’euforia dell’ebbrezza; all’evaporazione di un pensiero di allegria; alla spensieratezza di fissare un tramonto pensando solo alle sfumature nel cielo; all’impalpabile calore nel sentire ciò che è gradito ai sensi; all’impercettibile sensazione che tutto si muove ed è vivo; alle vibrazioni di uno sguardo; all’agilità della mente che sente e ascolta, cuce e rigetta gli scarti inutili; alla giostra che gira e noi con essa. Quando si toglie il peso da uno dei piattini della bilancia e l’altro schizza in alto, pieno di quella spensieratezza che riempie, allora si sarà fatto ricorso alla leggerezza che vola.
E se si gioca al gioco dei critici letterari- (Attività didattica che fa levare le maschere) non si può non guardare alla LEGGEREZZA senza lasciarsi guidare dalla rilettura del mito di Perseo e Medusa offerta da Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane.
“In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra [...]. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della Medusa. L’unico eroe capace di tagliare la testa della Medusa è Perseo, che vola coi sandali alati, Perseo che non rivolge il suo sguardo sul volto della Gorgone ma solo sulla sua immagine riflessa nello scudo di bronzo. [...] Si sostiene su ciò che vi è di più leggero, i venti e le nuvole; e spinge il suo sguardo su ciò che può rivelarglisi solo in una visione indiretta, in un’immagine catturata da uno specchio“.
Dopo questa lettura, la domanda alla comunità ermeneutica (è così che chiamo i miei alunni che leggono) potrebbe essere:- ’Quali oggetti prendere e portare con sé?’ È questa la situazione che più amo a scuola- Quando invito gli studenti ad indossare i panni delle donne e degli uomini che escono furi dalle pagine di un testo; quando, dicendola con le parole di Eco, si cuciono punti di sutura fra le righe e gli spazi vuoti di un capitolo. Cosa custodire di una lettura? È il momento dello straniamento, della trasformazione. Guardando a Perseo con suggestioni calviniane potremmo diventare eroi come lui. Eroi di Leggerezza. Perseo si lascia attraversare dai mostri del suo mondo, li combatte senza lasciarsene sopraffare. E lo fa grazie a ciò che possiede, ai suoi talenti: i calzari con le ali e lo scudo-specchio.
Le scarpe con le ali lo portano in alto dove può necessariamente distaccarsi dal problema; le ali lo fanno muovere agilmente e dall’alto le difficoltà sembrano più piccole; si toglie la lente da vicino che ingrandisce e deforma.
Lo scudo-specchio diventa uno strumento di attacco-difesa, di consapevolezza e lettura degli accadimenti. Il riflesso dello specchio incomincerà a rimandare le stesse incognite, le stesse domande, gli stessi problemi che ci pone la realtà; incognite e questioni che l’artista Michelangelo Pistoletti ha riproposto nella leggerezza dei sui quadri. L’Arte di Pistoletto è un ottimo esempio di quello che oggi chiameremmo “pensiero creativo“: la capacità di guardare le cose “fuori dagli schemi“ non seguendo necessariamente la logica di causa-effetto per risolvere i problemi.
L’Immaginazione diventa terreno fertile e malleabile, flessibile contro i meccanicismi di pietra. Ironia e fantasia innescano la capacità di desiderare. Medusa addensa e infittisce, riduce in pietra; annulla lo spazio e lo riempie, lo determina di regole sue. Al contrario Perseo l’eroe della leggerezza, sa che ogni interstizio può far vacillare il suo passo e renderlo incerto. Allora l’imperfezione diventa legge dell’universo, entropia. Perseo, è un eroe perché decapita Medusa; egli annienta il suo mostro tagliando/togliendo il pensiero. Egli però non distrugge solo il male ma in questo male cerca la bellezza. La testa mozzata di Medusa è adagiata su un mucchietto di alghe che lo sguardo del mostro trasforma in coralli. Dalla leggerezza alla compassione riesce a dedurne una legge che non è del tutto razionale ma plausibile e di sopravvivenza al dolore. L’Analisi del mito di Perseo e Medusa ci conduce per mano alla definizione dei campi semantici legati al termine LEGGEREZZA. Scopriamo che quelli che ci vengono in mente sono proprio legati all’esercizio di allenare la mente al cambiamento e alla flessibilità, evitando di pietrificare i nostri pensieri e vivere le nostre vite guidati da convinzioni rigide e limitanti. Ma se approfondiamo la ricerca e affianchiamo al pensiero logico razionale quello creativo della generazione di immagini, se è vero quello che prima teorizzò Ernst Robert Curtius grade critico letterario del Novecento e poi affinò il linguista Adolphe Pictet confrontando il termine plúma con il sscr plâvin uccello che nuota nell’aria- (vedi piovere), allora leggerezza significa NUOTARE ONDEGGIARE PIOVERE ovvero immaginare che un UCCELLO POSSA NUOTARE NELL’ARIA.
Leggerezza allora è la penna più corta, più fine e più morbida degli uccelli, che ogni alito di vento fa ondeggiare. L’insieme delle piume è LEGGEREZZA – VOLO.
Mentre ascolto l’aria che esce ed entra nei miei polmoni, mi rende sensibile a percepire la leggerezza come liberazione dai pesi inutili
Collaboratrice
Nata a Cosenza il 16.06.1976. Insegnante di Materie Letterarie c/o IIs Castrolibero CS. Da anni impegnata nelle attività di docente tutor docenti neoassunti.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo a scrivere.
Continua a leggere
Sosterrò le ragioni della leggerezza
Breve laboratorio corporeo sulla leggerezza
Un progetto pedagogico che, partendo dall'osservazione dei bambini, unisce corpo, movimento e gioco per esplorare la dinamica del peso e il valore simbolico della leggerezza.
PROGETTO BIBLIOTECA SCOLASTICA
Linguaggi, emozioni e cambiamenti
Il Progetto Biblioteca dell'IIS "Marconi-Guarasci" promuove l'inclusione e il piacere della lettura tra gli studenti. Un esempio di successo è la pubblicazione del libro "Viceversa" della studentessa Wanda Bruno, dimostrando il potere terapeutico ed emancipatorio della scrittura.
Il peso della musica leggera
Un'analisi sul significato e sui pregiudizi legati alla 'musica leggera', con una guida all'ascolto pensata per valorizzare la forma canzone a scuola, partendo da un noto brano di Max Gazzè.