IO SONO DIVERSO!?
Quando la scuola insegna a superare i propri limiti e a inseguire i propri sogni
Studente dell’Istituto “G. Filangieri” di Trebisacce, indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio, diplomato quest’anno, appassionato di scrittura e cinema\n\nÈ il 21 Novembre del 2004, sono le 12:05, in un ospedale della Calabria nasco io!\n«Un ragazzo come tutti gli altri», almeno questo è quello che pensava mamma.\nGli anni passano e divento sempre più un ragazzo bellino per le vecchiette del paese…\nMa dopo i cinque anni la vita scolastica non è delle migliori! Mi divertivo un botto alle elementari: ho passato cinque anni tra i banchetti di scuola e l’angolo del castigo, erano anni in cui spiccavo in matematica e un po’ meno in italiano, storia, geografia, ecc. tutte materie nelle quali bisognava leggere o studiare molte pagine…\nRicordo che ogni volta che toccava a me, ero uno dei pochi che leggeva balbettando e in modo lentissimo, sbagliando anche molte volte la pronuncia di alcune parole; per non parlare poi dei compiti scritti… che erano una lista di parole sottolineate in rosso.\nAnche se abito un po’ in mezzo al nulla, lo studio non mi ha mai coinvolto tantissimo: preferivo piuttosto stare in mezzo alla natura a giocare con i gatti o rimanere di fronte alla tv per ore e ore. Un anno mi feci portare la Playstation 2 dal carissimo “Babbo Natale”. Non ricordo come o quando ne parlai a scuola e da lì i miei voti non altissimi, durante i consigli tra genitori e professori venivano motivati con il fatto che passavo troppo tempo a giocare davanti alla tv!\nUn po’ forse avevano anche ragione sul fatto che trascorrevo troppo tempo giocando, però alla fine la mia vita da studente la vivevo: mi svegliavo quasi sempre in ritardo, arrivavo a scuola, svolgevo le mie cinque orette, tornavo a casa, mangiavo, facevo i compiti per il giorno dopo e infine giocavo tutte le restanti ore.\nQuesti cinque anni volarono subito e passai in seguito alle medie, che ritengo gli anni a mio parere più pesantucci.\nPassai tre anni durante i quali divenni un po’ il giullare della classe: leggevo in modo lento ed errato facendo “distrarre” la classe e quanti rimproveri presi dalla Prof di italiano, che continuava a ripetermi frasi del tipo «Kevin non scherzare» o «Appena vedo tua mamma ci devo parlare!»…\nIl bello era che ogni volta che ci parlava la colpa ricadeva sempre sulla Play!!\nIn tutto ciò, in questi otto anni scolastici, ho avuto sempre la fortuna di avere accanto mamma, che con la sua terza media provava a farmi “ore scolastiche” in più per farmi comprendere gli errori che facevo.\nFin quando un giorno scoprii di ESSERE DIVERSO!\nSono un ragazzo dislessico e di questo non me ne vergogno, conoscono ragazzi con la mia stessa “patologia” che lo tengono nascosto come se fosse un difetto…\nMa la sincera verità è: perché dovrei vergognarmi di qualcosa che mi rende speciale o, per meglio dire, diverso da te che ora stai leggendo!\n\n## OSA COSE GRANDIOSE\n\nLa dislessia viene definita “patologia”, anche se è più corretto chiamarla disturbo. Un disturbo dell’attenzione e della comprensione.\nCome ho accennato prima, gli anni peggiori sono stati i tre delle medie, e secondo me la colpa va data solo all’“ignoranza” che c’era tra le cattedre.\nIl passaggio invece tra medie e superiori è stato molto diverso: ho trovato assieme a mamma persone informate su cos’era la dislessia, oppure, se non lo erano, avevano lo stesso la voglia di prepararsi a capire/comprendere.\nConobbi anche una prof di italiano che mi fece partecipare ad alcuni concorsi letterari, che si svolgevano nella scuola a cui ero iscritto. E anche se ho questo deficit ho conquistato in due anni tre primi posti.\nCon ciò non voglio vantarmi, ma voglio solo far capire che anche se non si è alla pari con gli altri, una gara può essere sempre corsa!\nChissà… se non avessi scelto il Geometra e non avessi conosciuto la Prof, a quest’ora sarei qui a scrivere!?\nE il futuro invece?\nBeh! Il futuro è qualcosa che non si può prevedere, è qualcosa che non si può scegliere!\nSe avessi dovuto rispondere a questa domanda verso l’inizio delle scuole superiori, di certo non avrei dato la stessa risposta di adesso: sarebbe stata una risposta ancora più incerta.\nIl mio futuro non è ancora qualcosa di sicuro! Ho qualche idea, come ad esempio provare ad entrare alla Rufa, una Accademia di sceneggiatura, cinema ecc. ma questo proposito può sempre cambiare evolvendosi in qualcosa di diverso.\nDi certo una cosa non cambierà di sicuro: ciò che mi affascina di più del mondo anime/cinema/scrittura è il fatto di poter creare un proprio mondo partendo da zero, ed è proprio su questo che baserò le mie prossime scelte.\nLa formazione ricevuta in questi ultimi anni e la passione per la scrittura, che è nata in me, mi sosterrà in esse.
Studente
Studente dell'Istituto "G. Filangieri" di Trebisacce, indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio, diplomato quest'anno, appassionato di scrittura e cinema.
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