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LAVORATORI SÌ, MA SOPRATTUTTO PERSONE E CITTADINI

Il PCTO come possibilità di AUTO-ORIENTAMENTO

21 maggio 2026 3 min

I “Percorsi per lo sviluppo delle Competenze Trasversali e per l’Orientamento” (PCTO) sono progetti curriculari pensati per le scuole secondarie di secondo grado, volti ad affiancare alla formazione scolastica degli studenti una prima formazione pratica presso strutture ospitanti, quali aziende, enti pubblici e privati, musei, biblioteche, associazioni. Tali progetti sono stati introdotti nel 2019 come evoluzione della legge n.107/2015 dell’Alternanza scuola-lavoro, che prevedeva 400 ore di formazione dedicata al lavoro nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 ore in quello dei licei.\nLa normativa che regolamenta i PCTO affonda le sue radici nella Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 dal titolo «Integrare maggiormente l’orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente»¹. Qui si legge chiaramente che “l’orientamento serve come mezzo per assicurare una migliore risposta alle necessità del mercato del lavoro”.\n\n¹ GU dell’Unione Europea C 319/4 (IT) del 13.12.2008.\n\nA otto anni dall’avvio dei PCTO le perplessità dei docenti circa la progettazione e la realizzazione di tali percorsi non sono venute meno. Spesso ci si chiede come “sfruttarli” per fornire ai propri studenti una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, senza rimanere incastrati in un orientamento funzionale al solo lavoro.\n\nPurtroppo bisogna dire che sono pochi gli interlocutori esterni che forniscano una formazione a tutto tondo ai nostri adolescenti. Tra gli ambienti più interessanti c’è il mondo delle associazioni, Ong o enti no profit che, offrendo formazione, attività di volontariato e valutazione dell’esperienza autoriflessiva, sono in grado di accompagnare gli studenti e le studentesse ad interrogarsi sul “chi voglio essere?” e non solamente sul “cosa voglio fare?”, in una fase della loro vita in cui sperimentano la fatica di decidersi per un percorso successivo, lavorativo o universitario che sia.\n\nUn’esperienza nel terzo settore l’ho potuta progettare e concretizzare per gli adolescenti di una classe quarta di un liceo classico, in collaborazione con l’associazione “San Pancrazio” di Cosenza, impegnata da oltre trent’anni nell’attività di doposcuola in un territorio molto povero quale il centro storico della città. Il percorso di sessanta ore, realizzato ormai sei anni fa, dal titolo “formazione alla solidarietà”, mirava ad obiettivi diversi: disciplinari (elaborare conoscenze e competenze acquisite nel proprio curriculum di studio, per affrontare le attività di sostegno scolastico in modo creativo), sociali-relazionali (attraverso l’esperienza di collaborazione e d’ascolto dei bisogni altrui), metodologiche (attraverso l’esperienza di collaborazione per l’organizzazione delle attività ludiche, di valutazione e autovalutazione e l’assunzione di compiti e responsabilità condivise).\n\nAl cuore dell’esperienza: un’attività laboratoriale preventiva (centrata sull’analisi dell’art. 3 della Costituzione e sul concetto di solidarietà organizzata), la formazione sul peer tutoring, un’attività di conoscenza iniziale del gruppo dei bambini affiancati, la costituzione dei gruppi di lavoro, la progettazione delle attività di animazione attraverso laboratori dedicati, la microprogettazione individuale, lo svolgimento delle attività, la valutazione degli esiti, la verifica insieme al tutor interno all’associazione, l’attività di rielaborazione, autovalutazione e restituzione (con l’insegnante tutor).\n\nLe ore di accompagnamento scolastico dei bambini sono durate all’incirca quattro mesi (per un totale di una trentina di ore), al termine dei quali gli studenti e le studentesse hanno gioito del legame forte che si era venuto a creare con i bambini affiancati. Hanno saputo confrontarsi tra loro, superando tensioni e pregiudizi, lavorare in team, esercitare capacità cooperative e di adattamento. Sono cresciuti nella responsabilità verso altri all’interno di un processo organizzativo, nelle capacità di progettazione, di gestione del tempo, di comunicazione.\n\nI frutti maggiori si sono registrati proprio per gli adolescenti più fragili nel proprio percorso scolastico: proprio loro hanno sperimentato il piacere dell’aiutare i più piccoli e la sorpresa di vedersi appassionati, empatici e comunicativi (“chi lo immaginava che avrei saputo spiegare matematica o storia?”). Nell’immediato ciò ha contribuito non poco ad aumentare la propria autostima, a scoprire attitudini profonde più o meno nascoste, o a raccogliere elementi importanti per il futuro auto-orientamento, aspetti importanti per studenti liceali come per gli allievi d’istituti tecnici e professionali.

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LA
Lorena Armiento

Collaboratrice

Insegnante di matematica, lavora attualmente presso un istituto tecnico industriale della provincia di Cosenza.

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