La letteratura è inclusiva?
Andrea Bevacqua dialoga con Silvia Lanzafame, Presidente Nazionale AID
Andrea Bevacqua dialoga con Silvia Lanzafame
Silvia Lanzafame è Presidente Nazionale AID, adulta con DSA, Project manager nel settore amministrativo-contabile.
– In questo numero ci focalizziamo sulla parola-chiave Leggerezza. Ci stiamo infatti rifacendo alle sei parole suggerite da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane. Nell’accezione negativa del termine, lontana anni luce da ciò che voleva intendere lo scrittore, con quanta "leggerezza" sono stati trattati nella Scuola e nella società, i disturbi specifici d’apprendimento nel passato e a che punto siamo?
In merito al trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) nella Scuola e nella società, è evidente che in passato hanno spesso ricevuto un affronto considerevole, caratterizzato da una sorta di "leggerezza" negativa. I DSA sono stati malcompresi e sottovalutati, con conseguente mancanza di adeguato supporto per gli studenti che lo sono. Tuttavia, negli ultimi anni, si è assistito a un notevole progresso nella consapevolezza e nell’approccio ai disturbi specifici dell’apprendimento. C’è stato un aumento significativo dell’attenzione e delle risorse dedicate a questo settore, con l’obiettivo di superare pregiudizi e stereotipi e di promuovere una maggiore inclusività e supporto per gli studenti con DSA. È importante notare che, in alcuni contesti scolastici, potrebbe esserci una tendenza a trattare con "leggerezza" (intesa come superficialità) le necessarie tutele e inclusività per gli studenti con DSA. Paradossalmente, dopo l’implementazione della Legge 170, che ha introdotto importanti misure di tutela per gli studenti con DSA, potremmo constatare una sorta di regresso in alcuni contesti, soprattutto nell’era post-COVID. È fondamentale prestare attenzione a questa eventualità e lavorare per garantire che le tutele inclusive siano rispettate e attuate in modo completo, evitando qualsiasi forma di superficialità o riduzione di impegno nell’adempimento di queste responsabilità.
– Come si declina oggi una scrittura inclusiva, una scrittura come scrive il premio Nobel che possa elevarsi rispetto alla pesantezza della realtà. In sostanza, quanto la letteratura oggi è inclusiva?
Riguardo alla scrittura inclusiva e alla sua declinazione oggi, è un tema di grande rilevanza. Una scrittura inclusiva è fondamentale per rappresentare la diversità della società in modo rispettoso. La letteratura contemporanea si sta sempre più impegnando nella creazione di narrazioni che abbracciano una vasta gamma di esperienze umane, cercando di superare la pesantezza della realtà attraverso una rappresentazione più ampia e inclusiva.
– C’è un film che vediamo sempre nelle nostre classi e si chiama Stelle sulla terra. È un po’ datato ma ci dà la dimensione di un mondo, quello dei bambini con DSA, che si apre con molto poco attraverso l’intervento di un insegnante. Così come si può chiudere se gli adulti non riescono a mettersi in ascolto. Qui gioca molto l’idea vincente che sulle nostre alunne e i nostri alunni dobbiamo credere, scommettere, essere bravi a leggerne i talenti. L’insegnante per restare ancora una volta nel mondo di Calvino è colui che trova "un antidoto alla pietrificazione del mondo e alla sua opacizzazione". In sostanza dovrebbe avere occhi e cuore per andare oltre. In virtù di ciò, quanto è importante il ruolo degli insegnanti in un processo di apprendimento e crescita umana?
Il film "Stelle sulla terra" evidenzia l’importanza del ruolo degli insegnanti nel mondo degli studenti con DSA. Il ruolo degli insegnanti, senza alcun dubbio, resta di fondamentale importanza nella costruzione di un percorso di apprendimento per tutti i ragazzi, nessuno escluso: anche -e direi soprattutto- nell’era dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il punto è che bisogna augurarsi che nel mondo scolastico si abbia consapevolezza che ormai il docente deve guidare nell’apprendimento una studentessa o uno studente che hanno tutto il diritto di trovare ciascuno il suo mezzo e il suo strumento per percorrere l’irrinunciabile cammino della conoscenza: quello che sarà sempre più necessario sarà il docente che coordina e orienta, indicando il percorso accettando la personalizzazione, e non il docente che presenta un’unica strada della conoscenza, perché non esiste l’univocità nei percorsi di apprendimento.
– Concludiamo con un messaggio positivo rivolto a tutte e tutti. A insegnanti, studenti e genitori. Cosa bisogna fare ora più che mai per consolidare quanto siamo riusciti a ottenere nel campo della dislessia e degli altri disturbi specifici dell’apprendimento? Soprattutto per non affrontare il tema con superficialità (ciò che Calvino proprio non contemplava nella questione Leggerezza)"
Per consolidare quanto è stato fatto nel campo della dislessia e degli altri disturbi specifici dell’apprendimento, è essenziale agire con determinazione. Gli insegnanti devono continuare a essere informati e formati, i genitori devono essere coinvolti attivamente nella formazione dei loro figli, e gli studenti stessi devono essere incoraggiati a esplorare e sviluppare i propri talenti. La chiave è affrontare la questione con serietà e dedizione, evitando superficialità e promuovendo una comprensione approfondita dei bisogni degli studenti con DSA.
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Redazione
Insegna Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Ama mischiarsi tra le persone.
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