INVALSI SÌ! La scuola deve formare non “addestrare” gli studenti.
Rivedere le pratiche didattiche per far sì che gli errori diventino opportunità
Contrarietà e disinformazione nei confronti delle prove Invalsi sono molto diffusi; è mia opinione che sia necessario un ottimo confronto a livello nazionale sugli standard formativi delle discipline coinvolte nelle prove. Gli esiti delle stesse, invece che generare frustrazione, dovrebbero essere un incentivo per i docenti a modificare e adattare la programmazione. Ritenendo molto valide le prove standardizzate nazionali nel loro complesso, penso sia necessario partire dal presupposto che la scuola deve “formare” non “addestrare”. A fronte dei risultati negativi raggiunti, in particolar modo nel sud Italia, molti insegnanti hanno ritenuto opportuno fare più esercizi (addestramento), ne è la prova il fatto che si è ricorsi all’uso di alcuni libri di simulazione delle prove preparate ad hoc dalle case editrici, simulazioni online ed esempi di prove. È estremamente necessario analizzare gli errori degli studenti, per intervenire in modo mirato nella propria didattica. Ho più volte sentito dire che le prove sono scollate dalla programmazione, in realtà le prove Invalsi si riferiscono alle Indicazioni Nazionali e alle Raccomandazioni Europee. È opportuno analizzare gli errori per capire se dipendono da argomenti sviscerati a lungo o trattati frettolosamente. Nel caso dei primi forse la pratica didattica necessita maggiore attenzione. Forse l’errore sta nel fatto che la restituzione delle prove non è mai tangibile, forse qualcuno chiede di rivedere le risposte sbagliate dei propri studenti? “No, che importa tanto non li rivedrò”. Tranne che per i docenti della seconda primaria, le prove si svolgono al termine dei cicli scolastici. Ci si sofferma sulle freccette verdi su o rosse giù come se fossero spade di Damocle pronte a colpire! L’incompetenza dei presupposti scientifici dà spazio a preconcetti e incertezze. È inequivocabile allora che il lavoro nella costruzione dei curricoli verticali è fondamentale. Rivedere i percorsi è sicuramente necessario affinché le prove Invalsi diventino un’opportunità e non una semplice esecuzione, puntare al rinnovamento della didattica valutando punti di forza e di debolezza per ricreare il proprio percorso e far in modo che gli errori dei propri alunni siano il punto di partenza per comprendere e superare le difficoltà.
“Non fermatevi là dove siete arrivati“, Pitagora
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