denti e dalle scuole, come si agisce? Qual è il vero scopo di sottoporre ragazzi e ragazze a queste rilevazioni?
I paesi in cui i test standardizzati sono utilizzati ormai da decenni attribuiscono spesso le maggiori risorse economiche alle scuole che hanno conseguito i risultati migliori, ossia esattamente l’opposto di ciò che occorrerebbe fare per dare a tutti le stesse possibilità di apprendimento.
È quello che accade negli Stati Uniti, dove le scuole, che sopravvivono nei contesti sociali più disagiati e che (non a caso) hanno spesso i risultati peggiori nelle prove, hanno anche meno risorse delle altre. In una spassosa puntata de “I Simpson” il preside della scuola frequentata da Bart e Lisa (due dei componenti della famiglia protagonista) porta i peggiori studenti a fare una gita proprio nel giorno delle prove nazionali, per evitare che i loro risultati pregiudichino i finanziamenti.
È quello che si vorrebbe ottenere anche in Italia?
Non è dato sapere, perchè di fatto le prove INVALSI non hanno avuto finora una ricaduta tangibile e positiva sulle scuole.
Una volta appurato che l’istituto A ha risultati peggiori dell’istituto B, si investe su A? Si indaga per capire se la differenza si presenta anche in altri settori oltre a quelli specifici rilevati dai test? Si elabora un piano per portare tutti gli studenti a conseguire gli stessi obiettivi?
Una volta appurato che le condizioni socio – familiari dei singoli studenti e la realtà socio – economica in cui si trova la scuola incidono sull’apprendimento, si fa qualcosa per «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana» (Art. 3 della Costituzione Italiana)?
Al momento nulla di tutto questo.
Persino uno dei primi promotori di un sistema nazionale di valutazione come Benedetto Vertecchi oggi si dimostra critico verso l’INVALSI perchè incapace di dare un contributo al miglioramento del sistema d’istruzione.
Quello di cui la scuola avrebbe più bisogno non è avvalorare la società della performance, in cui contano sempre e solo i traguardi, ma valorizzare il percorso di ognuno, perchè è importante per prima cosa formare la persona e i risultati saranno un’ovvia conseguenza e solo una parte del cammino.
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