Un corale caleidoscopio
La molteplicità nella musica: un’eco delle Lezioni Americane di Italo Calvino tra i banchi di prima media

UN CORALE CALEIDOSCOPICO
La molteplicità nella musica: un’eco delle Lezioni Americane di Italo Calvino tra i banchi di prima media
Mirko Onofrio Si laurea all’UNICAL in DAMS nel 2003 e nel 2007 consegue il diploma di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza. Attivo come musicista, compositore e arrangiatore impegnato sia in progetti propri (Red Basica, Mirko Onofrio Large Jazz Ensemble, Breathwood Trio, San fili Soundscaping etc.) che di altri (è membro stabile della Brunori Sas dal 2009)
Nell'universo caleidoscopico delle Lezioni Americane, Italo Calvino ci invita a riflettere sulla molteplicità come chiave di lettura del mondo e, di conseguenza, dell'arte. In questa cornice, la musica, con la sua intrinseca ricchezza di suoni, voci e forme, si rivela un terreno fertile per esplorare le sfaccettature di questo concetto. Tra i banchi di prima media, l'incontro tra la molteplicità calviniana e l'educazione musicale può dare vita a un'esperienza didattica stimolante e coinvolgente, capace di far emergere la bellezza della diversità sonora e il potere della musica di connettere culture e linguaggi differenti.
La musica, fin dalle sue prime espressioni, si configura come un'esperienza intrinsecamente molteplice. Essa abbraccia una miriade di generi, stili e culture, ognuno con le sue caratteristiche distintive, i suoi strumenti peculiari e i suoi linguaggi espressivi. Dai ritmi ancestrali delle percussioni africane alle melodie soavi delle arpe celtiche, dalla complessità orchestrale di un concerto classico al travolgente groove di un brano rock, la musica ci offre un panorama sonoro sterminato, ricco di sfumature e di emozioni.
Questa molteplicità si riflette anche all'interno di ogni singolo brano musicale. Le diverse note, combinate tra loro, danno vita a melodie e armonie sempre nuove, a contrappunti inaspettati e a progressioni di accordi che ci sorprendono e ci commuovono. Il ritmo, con le sue pulsazioni costanti o variabili, ci trascina in un vortice di movimento, mentre la timbrica di ogni strumento, con il suo timbro unico e riconoscibile, aggiunge un ulteriore strato di complessità all'esperienza sonora.
In un mondo spesso incline all'omogeneizzazione e alla standardizzazione, la molteplicità della musica rappresenta un valore prezioso da custodire e da celebrare. Attraverso l'esplorazione dei diversi generi musicali, gli alunni di prima media possono sviluppare una sensibilità aperta e curiosa verso le culture e le tradizioni del mondo, imparando ad apprezzare la ricchezza che deriva dalla diversità.
L'ascolto attento di brani musicali provenienti da contesti culturali differenti può diventare un'occasione per riflettere sulle differenze e sulle analogie tra i popoli, per scoprire nuovi orizzonti sonori e per ampliare il proprio bagaglio culturale. In questo senso, la musica si rivela un potente strumento di educazione interculturale, capace di favorire il dialogo e la comprensione reciproca tra culture diverse.
Stando alla terminologia ufficiale, troviamo che il termine tecnico musicale più calzante per rendere al meglio il concetto insito nella parola chiave proposta sia 'polifonia'.
Ed è polifonica la composizione a cui è stato dato il titolo di Corale Caleidoscopico come contributo-omaggio all’omonimo progetto promosso e portato avanti con successo, oltre che con passione e lungimiranza, dalla dirigente scolastica Dott. Assunta Morrone dell’IC di Mendicino.
Creato, sviluppato e realizzato insieme agli studenti di una Classe Prima in un lasso di tempo che ha ricoperto buona parte dell’anno scolastico, il Corale Caleidoscopico, pur avendo rappresentato un’attività prevalentemente laboratoriale in cooperative learning e peer to peer, ha avuto come obiettivo la sperimentazione pratica di concetti, tanto basilari quanto complessi o astratti, come quelli di 'monodia' e 'polifonia' e non solo come vedremo.
La classe di circa quindici elementi è stata organizzata in quattro gruppi corrispondenti alle quattro linee di Soprano-Alto-Tenore-Basso (SATB) che costituiscono l’intelaiatura armonica del brano, e a ciascuno degli studenti a inizio anno è stata consegnata la relativa parte scritta in notazione tradizionale da eseguire con l’ausilio delle tastiere elettroniche.
Il piccolo componimento musicale a scopo didattico ma anche ri-creativo, ispirato al corale luterano con le sue innegabili qualità didattiche divenuto per questo modello per gran parte dei compositori d’epoca barocca, si basa su una linea melodica principale di sedici misure ognuna contenente una nota musicale del valore di una semibreve per un totale di sedici note consecutive selezionate dagli studenti stessi sotto la guida ragionata e facilitante del docente così da far coincidere la prima fase dell’apprendimento con l’atto stesso che sottende a ogni processo creativo: la composizione.
Affidata al gruppo dei S, la linea melodica principale presenta quegli elementi di buona condotta intervallare che la rendono autosufficiente; è questo il principio di monodia. Man mano però che si aggiungono le altre linee ATB, anch’esse rispondenti ai princìpi di buona condotta intervallare, consonanza e omoritmia e dedotte questa volta dal docente, da monodica la trama diventa polifonica risultando così chiaro come, al pari del blocco di marmo michelangiolesco, in realtà già essa contenga in sé ogni potenziale sviluppo che il musicista/compositore va ad estrapolare.
Si arriva così alla prima sezione del Corale in cui i S espongono la melodia principale a cui si aggiungono, di volta in volta, rispettivamente le linee di B, A e T fino ad una sua esecuzione integrale.
Seguono infine tre variazioni dello stesso materiale; mantenendo inalterate le note e le loro altezze, gli studenti eseguiranno una prima variazione in cui ciascuna nota viene suddivisa in due semiminime, una seconda variazione in cui a sua volta ogni semiminima viene suddivisa in due minime e infine una terza e ultima variazione in cui tutti gli elementi affiorati vengono utilizzati liberamente. La variazione in questione è dunque solo di tipo ritmico e sfrutta il principio della diminutio (da semibreve a minima a semiminima).
Da una melodia di pochi secondi, espressa in una sola linea melodica, si giunge così a quasi cinque minuti di musica variamente strutturata che si basa sul concetto di “minimo sforzo/massimo risultato” in cui lo studente non solo familiarizza pragmaticamente con concetti e tecniche compositive a vario titolo legate ad argomenti storico-teorici, che restano spesso annacquati o fumosi, ma in cui, ed è questo il punto centrale, riconosce il proprio ruolo e quello degli altri come parte di un ingranaggio complesso e affascinante.
Dall’individualismo monodico alla collettività polifonica, si compie così la nostra breve ma significativa esperienza didattica in una classe prima dove la molteplicità, e con essa le differenze che la costituiscono, ha dato luogo ad un prodotto che, prima ancora che relazioni intervallari o ritmiche, ha messo in luce, evidenziandone tutto il potenziale, relazioni d’interesse pedagogico.
Al QRCode che segue potrete ascoltare il Corale Caleidoscopico:
Le diverse note, combinate tra loro, danno vita a melodie e armonie sempre nuove, a contrappunti inaspettati e a progressioni di accordi che ci sorprendono e ci commuovono
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