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Sesso, genere e identità come esperienza fluida della rappresentazione di sè negli adolescenti e giovani adulti

21 maggio 2026 5 min

Fabrizio Quattrini Docente a contratto di Clinica delle Parafilie e della Devianza Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche Università degli Studi de l’Aquila, e di Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale all’Università Telematica Unicusano di Roma. Presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma, Psicologo-Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico

Il concetto di Identità Sessuale appare complesso agli occhi dei tanti e rappresenta un contenitore in cui, spesso, sono depositate facili intuizioni e semplicistiche rappresentazioni socio-culturali.

In adolescenza, quindi, acquista sempre più importanza rappresentare il concetto di Identità Sessuale, perché può caratterizzare costanti processi conflittuali sia generazionali che culturali.

A tale riguardo, credo sia necessario fare un inquadramento chiaro ed esaustivo del concetto scientifico di Identità Sessuale, per poi soffermarci sulla dimensione culturalmente “moderna” di fluidità, così da fare chiarezza, evitando malcontenti e inutili rappresentazioni stereotipate, responsabili dell’accusa presentata ai tanti esperti del settore di educare alle “diversità”.

L’Identità Sessuale appartiene alla condizione bio-psico-sociale dell’essere umano, che, in differenti momenti dello sviluppo, promuove importanti variazioni validate da sensibili espressioni dell’essere e dell’esistere come persona unica e non uguale alle altre, un essere umano con caratteristiche specifiche. Il “sentirsi”, inteso come percezione di sé, il rappresentarsi, esprimendo la propria caratteristica individuale agli altri e il riconoscere se stessi nell’esperienza condivisa con il gruppo e il sociale, sono aspetti fondamentali. Queste manifestazioni, spesso considerate “naturali”, biologicamente predisposte e immaginate come componenti della biochimica dell’essere umano, appartengono al complesso mondo dell’Homo Sapiens Sapiens.

Una fantastica “struttura” che nel tempo, evolvendosi, ha permesso di arrivare ai nostri giorni. Giorni certamente complessi e difficili visto il rischio di rimanere ancorati a due grandi pilastri dell’ignoranza del genere umano: mancanza di rispetto e presunzione.

L’Identità Sessuale è la rappresentazione quindi del nostro essere e riconoscere chi siamo nel nostro corpo, nella consapevolezza dell’esistere come individui sessuati, nella percezione più complessa dello scardinare culturalmente il binarismo di genere.

L’Identità Sessuale è composta da quattro pilastri importanti che, in tutto il percorso evolutivo, dalla nascita alla pubertà permettono agli esseri umani di rappresentare sé stessi come individui:

  1. Sesso cromosomico
  2. Identità di Genere
  3. Ruolo ed Espressione di Genere
  4. Orientamento Sessuale

Il Sesso cromosomico è l’unica rappresentazione biologicamente insindacabile e, infatti, non può essere rappresentativa del Genere, ma solo del Sesso. Si nasce Femmine e Maschi biologici e non è detto che sia così scontato diventare Donne e Uomini sociali. L’Identità di Genere, infatti, può confermare o meno quel sentirsi maschi e femmine, pur riconoscendo una possibile rappresentazione di sé dissonante, che conferisce spesso un’ego-distonia all’interno dell’ambiente circostante.

La dimensione ego-distonica invece evidenzia uno stato di disagio clinicamente significativo, solitamente espresso nella forte compromissione del funzionamento in differenti ambiti personali (lavorativo, familiare, relazionale, sociale).

L’Identità di Genere è ciò che noi sentiamo e riconosciamo del nostro essere uomini e donne, a prescindere dal sesso biologico di riferimento. Il Ruolo di Genere, invece, è la manifestazione della nostra Identità di Genere e, insieme all’espressione di Genere, confermano il personale bisogno di essere definiti, identificati e socialmente riconosciuti in quanto Donne e Uomini.

L’Orientamento Sessuale, infine, è la naturale rappresentazione di ciò che ci piace, l’attrazione intima e sessuale verso un altro individuo.

Non esiste un orientamento giusto e valido: eterosessualità, omosessualità, bisessualità e asessualità sono tutte esperienze non solo possibili, ma naturali e sane del genere umano!

Ora appare opportuna una domanda: Cosa accade nel periodo dell’Adolescenza?

Durante la pubertà, l’essere umano termina lo sviluppo sessuale. Menarca e spermarca conferiscono ufficialmente a Femmine e Maschi la maturazione gonadica e genitale, predisponendo biologicamente alla procreatività.

La convinzione che tale processo ormonale garantisca una precisa Identità Sessuale, spesso socialmente indirizzata verso un certo binarismo di genere, è pura stereotipia. Una condizione imposta dalle società, così da garantire una certa regola e controllo.

In realtà è durante la fase adolescenziale che la dimensione biologica procreativa si discosta dalle varie dimensioni dell’Identità Sessuale. L’esperienza legata all’innamoramento, o comunque alle prime esperienze romantico/sessuali può avere una variabilità importante, evidenziando una certa “fluidità”.

La Fluidità Sessuale non è una condizione di “confusione” che vive un individuo adolescente. L’esperienza intima del genere umano deve essere osservata con una lente diversa, meno stereotipata, dove la messa a fuoco è caratterizzata nitidamente dal desiderio di conoscere, di sperimentare, di vivere. La Fluidità Sessuale, quindi, è la rappresentazione di un processo adattivo che inizia con un desiderio e si conclude con il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

La “Gen Z” ha capito molto bene questo concetto e, nonostante le complessità rappresentate dal divario generazionale, prova a promuoverlo, scardinando spesso in modo drastico il concetto di binarismo di Genere. Moltə sperimentano ed affermano l’esperienza non binaria di Genere garantendo una dimensione non solo “Fluida”, ma propositiva all’intimità.

Le nuove generazioni hanno aperto la porta all’unicità, al grande contenitore dove la “diversità” non è considerata un errore ma una risorsa.

Credo sia compito degli adulti di riferimento permettere di comprendere meglio questa dimensione, evitando pregiudizi, giudizi e inutili condizionamenti.

Ritengo sia responsabilità dell’istituzione educativa garantire al meglio il processo evolutivo dell’intimità e della relazionalità umana, permettendo una visione propositiva e positiva della sessualità.

Ecco perché è fondamentale strutturare e garantire oggi un’“educazione all’affettività, alla relazionalità e alla sessualità” dei caregiver, degli adulti di riferimento in generale e, chiaramente, dei ragazzi e delle ragazze, durante tutto il ciclo della formazione scolastico-educativa.

Si parte dai più piccoli in modo da permettere loro di diventare adulti “unici”, capaci e consapevoli nella rappresentazione di sé stessi e delle relazioni umane sane e funzionali.

L’Identità Sessuale è la rappresentazione quindi del nostro essere e riconoscere chi siamo nel nostro corpo, nella consapevolezza dell’esistere come individui sessuati, nella percezione più complessa dello scardinare culturalmente il binarismo di genere
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