RIPARTIAMO DA UNA PACCA SULLA SPALLA
Riappropriamoci dei piccoli gesti per esistere e r-esistere
Andrea Bevacqua Insegna Lettere nella scuola media di primo grado
Qualche mese fa nel corso di un pranzo dei cento giorni, un mio ex alunno prese la parola per salutare gli amici e i prof e concluse dicendo: "ogni tanto una pacca sulla spalla non ci farebbe male!".
Era un chiaro invito rivolto a noi adulti. Un incoraggiamento a incoraggiare e non demolire. Sembra semplice ma non lo è.
Da quel giorno la pacca sulla spalla è diventato per me il gesto più rivoluzionario di questo 2022. Perché ogni rivoluzione si accompagna a gesti concreti anzi li chiede per non restare solo un cumulo di parole gettate nel vento. Quanto sarebbe salvifica la rivoluzione dei piccoli gesti, del linguaggio non verbale, del non detto che vale più del detto a volte inopportuno, fuori luogo, superfluo e ridondante. Quanto ci è mancato il semplice abbraccio in tempo di pandemia e quanto lo ricerchiamo oggi addirittura contravvenendo a volte, alle ritrosie di chi lo riceve. Quanto abbiamo desiderato stringerci vicino allo sconosciuto di turno durante un concerto rock, pop, punk e ska. Quanto abbiamo sofferto per le distanze in classe. Quanto abbiamo capito che avvicinarsi tra i banchi e dire alle nostre alunne e alunni: "guarda che non si fa così, riflettici meglio..." è molto più efficace di mille lezioni alla lavagna.
E oggi più che mai diventa necessario riappropriarsi del linguaggio non verbale, dell'attenzione alla prossimità, dell'incontro con l'Altro. Abbiamo bisogno di recuperare i piccoli gesti che creano comunità, che danno incoraggiamento, che superano quella soglia, quella linea di confine che rappresenta sempre un ostacolo alla nostra crescita.
È il linguaggio, come dice Heidegger, che ci fa Essere, Esistere. Il linguaggio diventa pensiero e il pensiero agisce. Allora ecco che in quest'ottica il linguaggio è la casa dell'essere, dell'esistenza. Non basta essere per esistere in chiave Cartesiana. Bisogna pensare e agire attraverso il linguaggio per rendersi vivi, per stare nelle cose, nelle vicende quotidiane delle nostre città, per R-Esistere in questo nostro tempo.
Ecco allora che la pacca sulla spalla oggi diventa il gesto rivoluzionario da cui ripartire, per Esistere, per Esserci, per Resistere.
È il linguaggio che ci fa Essere, Esistere. Il linguaggio diventa pensiero e il pensiero agisce

Redazione
Insegna Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Ama mischiarsi tra le persone.
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