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John Cage tra i banchi di scuola

21 maggio 2026 3 min

Carlo Cimino - Musicista. Docente precario nelle scuole Secondarie di Primo Grado, Licei Musicali, Conservatori

La musica si ascolta

Questa considerazione può sembrare banale, ma nel contesto della didattica purtroppo non lo è.

L’ascolto è il mezzo privilegiato per avvicinare le persone alla musica, l’alternativa sarebbe suonare, in quanto la musica raggiunge la sua dimensione reale solo nel momento in cui diventa aria vibrante, la pagina scritta da “solfeggiare” non è musica, ma un insieme di segni che in qualche modo (spesso fallace e parziale) la rappresentano.

Dunque o si suona, o si ascolta ciò che altri stanno suonando o hanno suonato.

Sto girando intorno ad un concetto di una banalità disarmante, tuttavia è un presupposto fondante ed è assolutamente necessario tradurlo nelle pratiche didattiche ad ogni livello, affinché l’educazione musicale abbia un senso; anche nell’insegnamento della storia della musica l’ascolto è imprescindibile.

Credo sia necessario andare oltre i libri di testo, che tuttavia forniscono buone indicazioni per l’ascolto di brani specifici, in quanto ho constatato che i ragazzi rimangono affascinati da video di musicisti performanti. L’associazione gesto/suono, che si palesa davanti ai loro occhi attraverso un video musicale, assume senza dubbio un ruolo centrale.

Il percorso d’ascolto che sintetizzo in queste righe riguarda la musica del ‘900 e dunque le classi terze, l’argomento specifico è l’opera 4.33 di John Cage, in cui l’esecutore, pur rispettando tutte le convenzioni ed il “cerimoniale” nella sala da concerto, resta in assoluto silenzio per 4 minuti e 33 secondi. Potete facilmente immaginare la reazione ed il conseguente dibattito: è musica oppure no? È solo un bluff? È un’idea geniale o un numero comico?

Le conclusioni elencate di seguito furono argomentate spontaneamente dai ragazzi, li guidai ogni tanto, punzecchiandoli con poche parole e domande ad hoc.

  • l’apertura del compositore ai suoni ambientali
  • l’attenzione verso il paesaggio sonoro, la sonorizzazione ambientale
  • i rumori della vita quotidiana decontestualizzati e trasformati in musica
  • il silenzio come metafora del buio e della morte
  • il silenzio non esiste
  • la fiducia del compositore nei confronti del pubblico
  • l’auto-annullamento della figura del compositore
  • il rituale della sala da concerto come garante della validità di un’opera

Infine mi sembrò doveroso mettere in pratica l’insegnamento di Cage...ascoltiamo i suoni del mondo! Anzi registriamo, riascoltiamo, documentiamo e raccontiamo il nostro paesaggio sonoro (i rumori dei vicoli del paese, i suoni della campagna dietro casa, il “falso silenzio” della notte, i rumori nel traffico cittadino).

Prima di salutarli fornii loro una scheda da me preparata che includeva: un’estrema sintesi sull’autore trattato ad integrazione del libro di testo, un’attività pratica da svolgere autonomamente e qualche link d’ascolto.

Registra il tuo paesaggio sonoro!

Scegli tu il luogo ed il momento, stando in silenzio registra i suoni ed i rumori intorno a te con lo smartphone (o altro apparecchio).

Bastano due o tre minuti. Poi riascolta attentamente la tua registrazione e descrivila, scrivi e descrivi tutti i suoni che riconosci.

ASCOLTA:

https://www.youtube.com/watch?v=xObkMpQqUyU

https://www.youtube.com/watch?v=JTEFK-FiXSx4&t=12s

Spesso si tralasciano i repertori del secondo novecento, nella convinzione (errata) che una musica non tonale risulti difficile e cervellotica, ostica all’ascolto.

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CC
Carlo Cimino

Collaboratore

Musicista. Docente precario nelle scuole Secondarie di Primo Grado, Licei Musicali, Conservatori.

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