Simona Paladino Docente Specializzato Scuola dell’Infanzia, Funzione Strumentale per l’Inclusione I.C. Spirito Santo (CS), Assistente Analista del Comportamento, Operatore Sportello Provinciale Autismo - Cosenza (SPAcs)
La Valutazione rientra a pieno titolo nella tradizione pedagogica del sistema formativo italiano. Le Linee pedagogiche del sistema integrato 0-6 definiscono che la valutazione nella Scuola dell’Infanzia deve assume carattere formativo, ovvero descrive e documenta la crescita dei bambini.
La finalità di quest’azione è quella di orientare la crescita e l’apprendimento in relazione alle caratteristiche e alle potenzialità di ogni singolo bambino/a. La valutazione, così intesa, svolge un ruolo prevalentemente orientativo, che attraverso l’utilizzo di documentazione prettamente narrative, di osservazioni e diari di bordo faccia emergere ciò che il bambino è in grado di fare, i progressi e le conquiste dei singoli e del gruppo. Strumento fondamentale nell’atto della valutazione, nella Scuola dell’Infanzia, risulta quello dell’osservazione nelle sue diverse modalità, infatti questo rappresenta un atto fondamentale per conoscere tutte le dimensioni dello sviluppo dei bambini, ovvero: autonomia, relazione, motricità globale, competenze linguistiche. L’osservazione mirata consente ai docenti di mettere in evidenza: la trasparenza del processo; il miglioramento delle prassi didattiche; la valorizzazione del lavoro docente; l’aiuto precoce ai bambini che presentano criticità; la riduzione delle diagnosi improprie di BES e DSA.
La valutazione così pensata consente di mettere in campo azioni didattiche che si muovono sempre nella direzione degli interessi del bambino, sostenendoli ed evitando di fatto qualsiasi forma di etichettamento. Mettendo, quindi, i docenti nella condizione di individuare le potenzialità di ciascuno al fine di progettare un’adeguata azione formativa, un adeguato monitoraggio ed un’eventuale revisione in itinere. Una valutazione degli esiti dei bambini è fondamentale per affermare che una scuola dell’infanzia sia una scuola di qualità.
Uno degli interrogativi maggiormente posti dai genitori è “Anticipo nella scuola primaria o “permanenza” nella scuola primaria?”
Essere anticipatari a scuola è davvero un’opportunità? Il Sistema Formativo Italiano consente l’ingresso nella Scuola dell’Infanzia ai bambini e alle bambine che compiono i tre anni entro il 30 aprile nell’anno scolastico di riferimento e l’ingresso alla Scuola Primaria dei bambini e delle bambine che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. La scelta di avvalersi o meno dell’anticipo ricade sui genitori, tale decisione spesso è influenzata da fattori che hanno poco a che fare con la questione di essere pronto per… piuttosto è influenzata da variabili quali la scarsa disponibilità di posti ai nidi, le rette troppo elevate degli stessi, alle difficoltà legate al ruolo di essere genitori in una società altamente complessa. La questione di usufruire della possibilità di iscrivere un bambino/a dovrebbe muovere da un’attenta valutazione delle effettive abilità-competenze di ogni singolo bambino/a consentendogli, così, di vivere in un ambiente-scuola capace di rispondere ai bisogni specifici di ogni fascia di età. Bisognerebbe, allora, soffermarsi attentamente su quali siano i bisogni di bambini di due anni e mezzo e chiedersi se la Scuola dell’Infanzia, così come la conosciamo oggi, sia in grado di soddisfarli. Tra le motivazioni che spingono i genitori ad optare per la scelta di anticipo alla Scuola Primaria prevalgono quella di far guadagnare un anno in modo da finire un anno prima il percorso di studi ed entrare nel mondo del lavoro con un anno di anticipo, la possibilità di essere stimolati dalla presenza di compagni più grandi di età, il timore che i propri figli possano annoiarsi se anticipatari alla Scuola dell’Infanzia. Quali possono essere invece le criticità che, come docenti, rileviamo a causa di un passaggio prematuro all’ordine successivo? Criticità di apprendimento legate ad una facile distraibilità e a difficoltà di mantenere la giusta attenzione e per il tempo necessario, difficoltà di adattarsi ad un nuovo ambiente organizzato in maniera completamente diverso dall’ordine precedente. Difficoltà di interazione con compagni più grandi. Risulta necessario tenere presente che il passaggio anticipato all’ordine successivo, sia esso Infanzia o Primaria, implica una serie di cambiamenti che non andrebbero sottovalutati. Mi riferisco al rapporto tra insegnanti e compagni, a un diverso modo di stare in un scuola organizzata in maniera completamente diversa rispetto all’ordine precedente; una richiesta di una maggiore autonomia, una richiesta di maggiori capacità organizzative. Quello che dovremmo tenere bene in mente è che la vita non è una gara a chi arriva prima ma che ogni bambino ha i suoi tempi che vanno rispettati.
Ai genitori la scelta!
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