Vincenzo Talarico Docente di discipline umanistiche nei licei. Ha conseguito il dottorato di ricerca e il suo campo di studi è costituito principalmente dall’analisi letteraria e linguistica
Troppi fattori ammoniscono il docente ad eseguire con sensibilità il delicato adempimento contrattuale della valutazione e a non dimenticare che a scuola, nello studente, devono egualmente nascere e crescere, oltre alle conoscenze settoriali, anche la consapevolezza di sé e del proprio ruolo nel mondo.
La valutazione a scuola risulta realmente fruttifera quando ha l’obiettivo di porre in rilievo, in modo quanto più possibile spassionato, non soltanto la correttezza e la ricchezza delle nozioni, ma anche i punti di forza e di debolezza manifestati nel momento della verifica, in occasione della quale troppi fattori concorrono ad alterarne l’efficacia, e nell’articolato processo che la precede, a cui il maestro ha attentamente e discretamente assistito: la partecipazione e l’attenzione nel corso delle lezioni, il metodo di studio adottato, la capacità di riflessione e rielaborazione degli argomenti presi in esame.
Se la valutazione non può - non soltanto per le suddette ragioni - essere perfetta, certamente essa non potrà mai superare il perimetro delle conoscenze, delle abilità e delle competenze dello studente, tanto da indurre il docente a valutare la persona e la sua caratura morale a partire dal risultato di una verifica o dal profitto scolastico in generale.
La valutazione a scuola, inoltre, non può essere svincolata dalla presa di coscienza da parte del docente della delicata fase di transizione dall’età infantile all’età adulta che lo studente vive e nel corso della quale, per la prima volta, acquisisce consapevole esperienza dell’eterogeneità di sé e della realtà che lo circonda.
Valutare correttamente, infine, richiederebbe la piena cognizione del grado di autonomia del discente nello studio personale e dei mezzi con i quali egli ha acquisito le conoscenze espresse in occasione della verifica: come valutare chi, pur disponendo delle risorse economiche per approfondire e fortificare le proprie conoscenze tramite corsi e lezioni private, non consegue un profitto scolastico dissimile rispetto a chi non ha le medesime disponibilità e raggiunge eguali risultati giovando esclusivamente delle proprie risorse intellettuali?
Appurati il carattere imperfetto della valutazione e la ragionevole impossibilità di acquisizione di tutti i summenzionati fattori a conclusione della verifica, spetta al docente aiutare lo studente a non temere la valutazione, a vederla come un significativo momento di riflessione che un adulto specialista gli dedica e a comprendere che quest’ultima non lo definirà né potrà mai esprimere il carattere ineffabile della sua persona.
...spetta al docente aiutare lo studente a non temere la valutazione, a vederla come un significativo momento di riflessione...
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