C’è un fatto: la scuola è il luogo di formazione per eccellenza! Se è vero che dare forma è un processo di crescita, questo non può prescindere dalle azioni e dai processi dell’educare e dell’istruire. Ogni persona si forma ed è formata, tale processo avviene in relazione a un ambiente, sia esso formale, non formale o informale, e incide direttamente o indirettamente, sulla formazione dell’individuo protagonista. La scuola è l’ambiente nel quale tutti i soggetti coinvolti nel processo sociale di interazione formale sono in relazione, attraverso uno scambio di azioni intenzionalmente formative che contribuiscono alla crescita culturale di ciascuno. In questo gioco delle parti, ognuno deve fare la sua parte.
Alunno vs Docente
Con l’inculturazione e gli apprendimenti il processo educativo prende forma e si lega alle trasformazioni culturali, sociali, politiche ed economiche che disegnano l’ambiente nel quale discente e docente si incontrano e dialogano. La formazione ha l’obiettivo di sviluppare capacità ed atteggiamenti, il soggetto - protagonista attivo - prenderà forma lungo tutto l’arco della vita nel contesto sociale e culturale nel quale è inserito. Immaginiamo alcune situazioni.
Mario: è nato in un quartiere di periferia della città. Ha il padre in carcere e la madre lavora tutto il giorno per far fronte alle necessità dei suoi quattro figli, di cui Mario è il più grande. Non ha tanta voglia di pensare alla scuola ma sa che se non frequenta e non si impegna, perderebbe l’unica opportunità che ha per ottenere un riscatto sociale ed economico.
Paola: è l’ultima figlia di una coppia di genitori liberi professionisti. Apparentemente non ha difficoltà nel percorso scolastico ma tutto le è dovuto. Il suo atteggiamento nei riguardi della scuola è superficiale perché tanto le basterà il “pezzo di carta” per ereditare l’attività dei genitori.
Antonio: è affetto da autismo. Soffre di problemi nell’interazione sociale, difficoltà a stabilire relazioni con gli altri, incapacità a comunicare sentimenti e idee. Non si abbatte e tutti i giorni è a scuola perché ha capito che il gruppo classe ed i suoi insegnanti sono parte integrante delle sue giornate.
Carla: è una ragazza brillante e socievole. Vive con la nonna ed è cresciuta in fretta. Affronta la scuola con serietà e dedizione. Da grande, dice: “Voglio fare il medico dei bambini”.
Il ruolo dell’insegnante nel passato era legato a schemi autoritari, era il formatore che selezionava i buoni dai cattivi per offrire alla società il frutto migliore ed elevare lo status sociale della collettività. La famiglia chiedeva l’istruzione perché all’educazione pensavano i genitori. Nel contesto collegiale della scuola autonoma, il docente si pone come colui che accompagna gli allievi nel processo di formazione e crescita, deve mettere insieme le sue conoscenze, abilità e competenze per costruire un progetto didattico che è contributo e stimolo alla crescita evolutiva del discente, nel suo personalissimo percorso scolastico.
La formazione in servizio del docente
Per poter affrontare in modo professionale il ruolo di docente nella scuola 4.0 non basta avere ambienti di apprendimento con il digitale al centro: computer, Chromebook e tablet sempre disponibili non risolveranno le vite di Mario, Paola, Antonio e Carla. Il docente deve sviluppare nel corso della sua carriera un “cuore comprensivo”. Deve conoscere i suoi alunni e guardarli negli occhi per impararne nome e cognome, dietro i quali potrà incontrare storie e vissuti dai quali partire, per accrescere in loro la passione verso loro stessi. Attraverso la sua professionalità ed il suo essere empatico, l’insegnante potrà sviluppare l’apprendimento che attiva azioni e processi dell’istruire e dell’educare alla vita buona di tutti gli studenti, per contribuire alla loro formazione. Non basta la sola passione per il proprio lavoro, è necessario formarsi lifelong. A prescindere dalle indicazioni normative è opportuno che ogni docente entri nella logica che riconosce la formazione come opportunità di effettivo sviluppo e crescita professionale, per una rinnovata credibilità sociale di contributo all’innovazione e alla qualificazione del sistema educativo ma anche per restare agganciati al processo di continuo cambiamento della società, senza esserne travolti.
“Un cuore comprensivo è tutto, è un insegnante, e non può essere mai abbastanza stimato. Si guarda indietro apprezzando gli insegnanti brillanti, ma la gratitudine va a coloro che hanno toccato la nostra sensibilità umana. Il programma di studi è materia prima così tanto necessaria, ma il calore è l’elemento vitale per la pianta che cresce e per l’anima del bambino.” (Carl Gustav Jung)
Riferimenti bibliografici
– F. Cambi (2001), La pedagogia generale oggi: problemi di identità, in F. Cambi, E. Colicchi, M. Muzi, G. Spadafora, Pedagogia generale. Identità, modelli, problemi, Milano: La Nuova Italia. – Formare. (2015, June 18). NUOVA DIDATTICA. https://nuovadidattica.wordpress.com/agire-didattico/19-riflessione-e-riflessivita/formare/
Collaboratore
Docente di Geografia Generale ed Economica nella scuola secondaria di secondo grado.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo a scrivere.
Continua a leggere
FINCHÉ C’È CORSIVO C’È SPERANZA
(NON TUTTO È PERDUTO)
Di fronte ai nuovi linguaggi, dai social al "corsivo" parlato, non tutto è perduto. La scuola e gli adulti devono imparare a scindere, comunicare e informare per trasformare la comunicazione in uno strumento di salvezza.
I NOSTRI PRIMI 50 ANNI!
L'autrice ripercorre con orgoglio i suoi anni di studio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Unical ad Arcavacata. Un ricordo personale che celebra i primi cinquant'anni dell'Ateneo calabrese, rivendicando l'importanza della formazione e della cultura per il proprio territorio.
LA SCUOLA ITALIANA HA UN DISTURBO DEL LINGUAGGIO?
L'articolo riflette sulla crescente incomunicabilità tra scuola e nativi digitali, criticando la spinta aziendalistica e l'iper-digitalizzazione. Sottolinea l'urgenza di recuperare una dimensione analogica e il valore profondo della parola per combattere l'impoverimento linguistico e relazionale.