La strada che conduce al sentiero dei nidi di ragno: la scuola!
Manuela Magnelli Docente di Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Insegna dal 2004 maturando un’esperienza nelle scuole superiori e sul sostegno
C’è Pin seduto tra i banchi. Più che dal colore dei capelli e dalle lentiggini rosse e nere, l’ho riconosciuto dal suo piglio sagace e da quell’aria costante di sfida, dalla sua voce rauca da bambino vecchio. Ha sempre la battuta pronta quando cerchi di spiegare o affrontare un discorso un po’ più serio. Io lo so che la classe aspetta che esordisca con una delle sue battute, solo che non è mai possibile sapere in anticipo quando lo farà, interrompendo l’equilibrio precario della nostra lezione. Se lo guardi attentamente è davvero un bambino. Lo percepisci dai suoi lineamenti, da quel guizzo negli occhi che sembra dirti: guardami meglio dentro!
La sua è una Resistenza agli accidenti della vita, lotta con se stesso, probabilmente, oppure lotta contro noi adulti che non lo capiamo. I grandi sono una razza ambigua e traditrice: non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch’essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l’altro che non si riesce mai a capire qual è il gioco vero.
Cosa ne può sapere un adulto, per giunta estraneo di come ci si sente a quell’età lì? Verrebbe voglia di lasciar perdere ogni vano tentativo di toglierlo da quell’oblio esistenziale, da quell’apatia verso ogni forma di impegno. Almeno è questo ciò che si percepisce nel suo volgere lo sguardo altrove, che sia la finestra o il grigio muro a volte ha poca importanza. Non è me che vuole guardare! Oppure sta solo aspettando che sia io a guardare lui, a volgere alla sua persona non un rimprovero, non la solita osservazione, ma sguardi attenti di chi vede davvero chi sia, parole che non siano di pesante rimprovero ma di leggera profondità di chi ha finalmente capito chi ha di fronte.
La scuola italiana ha davvero gli strumenti, la volontà di percorrere insieme ai tanti Pin la strada che conduce al sentiero dei nidi di ragno? Ci vuole davvero un buon passo per camminare di fianco a ragazzi e ragazze così problematici. Il rischio non è dato solo dal possibile abbandono scolastico ma da quel crescente convincimento di non essere all’altezza del ruolo che noi adulti chiediamo ai ragazzi della loro età. Ne consegue che è facile cercare lungo le strade sbagliate amicizie che possano sopperire a quelle mancanze che, molto spesso, anche gli stessi ragazzi e ragazze non riescono a spiegare, a spiegarsi. Un buon insegnante, che nulla ha a che fare con il buonismo, ha dunque il compito di attivare tutte quelle strategie, anche richiedendo un aiuto concreto alla rete istituzionale di supporto alla scuola, per offrire opportunità di vita.
Ci sono strade che lui solo conosce e che gli altri ragazzi si struggerebbero di sapere: un posto, c’è, dove fanno i nidi di ragno, e solo Pin lo sa ed è l’unico in tutta la vallata, forse in tutta la regione: mai nessuno ragazzo ha saputo dei ragni che facciano il nido, tranne Pin. Forse un giorno Pin troverà un amico, un vero amico, che capisca e che si possa capire, e allora a quello, solo a quello, mostrerà il posto delle tane dei ragni.

Redazione
Docente di Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Insegna dal 2004 maturando un'esperienza nelle scuole superiori e sul sostegno.
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