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Apprendimento delle lingue

Critiche all'insegnamento e benefici annessi e connessi legati alla scoperta di una nuova lingua

21 maggio 2026 2 min

Giovanni Maletta Classe 2000, studente laureato in Scienze Politiche con la passione per le lingue e le culture di tutto il mondo. Nel 2024 si trova a Bilbao per un programma universitario e inizia a lavorare per la piattaforma Qwendi come insegnante madrelingua di italiano

L’insegnamento non avviene mai solo in una direzione, mai solo dalla cattedra ai banchi, o dallo schermo del computer del professore a quelli degli studenti. Questo perché chi insegna deve considerare che, per farlo bene, non si deve mai smettere di imparare. E questo vale in particolar modo per l'insegnamento delle lingue.

Durante il mio percorso da studente devo ammettere di aver appreso discretamente bene la lingua inglese. Tuttavia, mi rendo conto che questo vale maggiormente per la produzione scritta e la comprensione del testo, a scapito del parlato e dell'ascolto. Eppure, terminato il mio percorso scolastico ed entrato nel mondo accademico e lavorativo, posso tranquillamente affermare che proprio il parlato e l'ascolto sono fondamentali per meglio destreggiarsi nella vita di tutti i giorni, all'estero per esempio. Ora che mi trovo in un'altra nazione, mi sto abituando a rafforzare questi due aspetti fondamentali.

Ed è qui che torniamo al discorso iniziale. In Italia, a mio modesto parere, credo che la maggior parte dei professori (inclusi alcuni del mondo accademico) tendano a trascurare l'importanza di accompagnare l'insegnamento con la continua disponibilità ad apprendere reciprocamente dagli studenti. E se ciò dovesse mancare a un professore che insegna lingue, è la fine. Perché senza questa reciprocità, senza questa continua voglia di apprendere, non trasmetterebbe allo studente la passione per quella materia. Lo studente, di conseguenza, potrebbe limitarsi a "studiare" la lingua solo al fine di essere promosso a scuola, senza sapere che così facendo si sta negando la possibilità di entrare nel meraviglioso e variegato mondo delle lingue diverse dalla propria lingua madre, e di conoscere nuove culture, nuovi posti sparsi per tutto il globo, nuove persone, nuovi animali, nuovi usi e costumi, tutti aspetti direttamente legati alla conoscenza di una lingua.

"... chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, di immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili", diceva Italo Calvino nelle sue "Lezioni americane".

Sono perfettamente d'accordo con ciò che affermava Calvino. Ogni vita è diversa da tutte le altre in base a una molteplicità di fattori, e sta a noi decidere come e se sfruttare questa molteplicità per vivere la vita al massimo. Per me, vivere in un paese straniero, apprendere una nuova lingua e una nuova cultura, rappresenta sicuramente una buona parte di questi fattori. È un'esperienza che, almeno una volta nella vita, consiglio di fare a tutti coloro che ne abbiano la possibilità, ma soprattutto la voglia.

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GM
Giovanni Maletta

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