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Nel mare magnum dei percorsi di abilitazione

alla ricerca dell’identità perduta

21 maggio 2026 3 min
Nel mare magnum dei percorsi di abilitazione

I docenti non si annoiano mai, soprattutto quelli precari.

Uscire dal precariato diventa sempre più difficile. Un percorso ad ostacoli a cui resti quasi affezionato. Il precariato nella scuola ti segna e ti fa sentire quasi orgoglioso come un valoroso soldato che colleziona medaglie sul petto. Senza rendertene conto sviluppi un certo senso di appartenenza.

I ministri, nel tempo, hanno sempre promesso assunzioni, soluzioni, sanatorie e anche miracoli, ma tra il dire e il fare, si sa, c'è di mezzo il mare. Ad essere onesti, negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo: sono stati banditi diversi concorsi, alcuni quasi proibitivi e altri meno. Il concorso PNRR1 è quasi concluso e quello PNRR2 è appena iniziato ma, nonostante questo, i dati raccontano che molti docenti plurispecializzati e con molti anni di esperienza alle spalle sono rimasti senza un posto di lavoro pur risultando idonei. In Italia un docente su quattro è precario e questo ovviamente va tutto a discapito della qualità della didattica.

In questa situazione caotica, la novità più importante che riguarda il sistema di reclutamento dei docenti sono i nuovi percorsi abilitanti contenuti nella riforma dell’ex ministro Bianchi e resi realtà dall’attuale ministro (legge n. 79/2022 e DPCM 4/08/2023).

Per essere un bravo insegnante, si sa, devi formarti molto bene e certamente questi nuovi percorsi sono stati concepiti con questo intento. Ma poi l’applicazione della teoria non porta sempre ai risultati sperati. Completamente diversi dai vecchi 24 CFU che prevedevano un programma trasversale per i docenti di ogni disciplina, questa volta si deve garantire una specificità per ogni classe di concorso. Nel dettaglio sono stati previsti tre tipi di pacchetti:

60 CFU: entreranno a pieno regime nel 2025, dato che da quel momento l’abilitazione sarà un requisito d’accesso imprescindibile per partecipare ai concorsi.

30 CFU: destinati a docenti già abilitati o specializzati in un’altra classe di concorso o grado di istruzione

30 o 36 CFU/CFA: a docenti con 3 anni di servizio nelle scuole statali o paritarie, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso, e a coloro che hanno superato la prova concorsuale del concorso "straordinario bis".

In un modo o nell’altro, per un’esigenza o per un’altra, da questa via devono passare tutti, soprattutto i docenti precari. Se sei un precario storico, e non prendi i 30 CFU, resti indietro, perché questa abilitazione, che costa circa 2000 euro, ti regala un comodo posto in prima fascia e un bel gruzzolo di punti in più, in base al voto preso nella prova finale costituita da uno scritto ed un orale davanti ad una commissione.

Se hai partecipato all’ultimo concorso e sei risultato tra i vincitori (se non lo hai già fatto prima) devi abilitarti, quindi spendere i soliti 2000 euro, per avere poi i requisiti necessari e iniziare il tanto agognato anno di prova.

Se sei già abilitato su una classe di concorso o specializzato sul sostegno, non puoi evitare di acquisire uno di questi nuovi titoli. Visto il vento che tira, è sempre meglio aprirsi più porte possibili. Allora prendi sempre quei 2000 euro che ti cadono dalle tasche e scegli dove iscriverti tra università pubbliche, private e telematiche. Ovviamente, vista la frenesia che riempie le nostre vite, le università telematiche sono quelle più gettonate, anche se la qualità di questi insegnamenti resta, in alcuni casi, superficiale.

Poi arriva la questione tirocinio: c'è chi deve fare quello diretto, chi solo quello indiretto e chi, invece, lo evita del tutto, anche con una certa sensazione di sollievo.

Bisogna sottolineare, però, che questi corsi non sono partiti tutti contemporaneamente ma, per una lunga fase, sono stati attivati solo quelli rivolti a chi possiede già un'abilitazione o una specializzazione sul sostegno, creando di fatto una grossa condizione di disparità: docenti con molti anni di servizio sono stati superati da chi ha avuto la possibilità, non solo economica, di poter conseguire i 30 CFU abilitanti ed accedere alla tanto agognata prima fascia per le supplenze.

In attesa di soluzioni definitive, orientarsi in questa giungla di precarietà, incertezze, crediti, titoli, graduatorie e salti mortali, è difficile e potrebbe causare ai più deboli un certo senso di smarrimento e perdita d'identità. È del tutto comprensibile.

In attesa di soluzioni definitive, orientarsi in questa giungla di precarietà, incertezze, crediti, titoli, graduatorie e salti mortali, è difficile e potrebbe causare ai più deboli un certo senso di smarrimento e perdita d’identità. È del tutto comprensibile
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Stefania Lecce
Stefania Lecce

Redazione

Storica dell'arte, guida turistica e fotografa, insegna negli istituti superiori di secondo grado.

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