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RINNOVARE LA DIDATTICA DURANTE LA PANDEMIA

L’Esperimento di “Pillole”

21 maggio 2026 5 min

Armando Canzonieri Insegnante di Filosofia e storia nei licei. Coinvolto in numerosi percorsi culturali e di socialità

Fabio Nirta Manager, producer, dj e penna libera. Scrive musica e scrive di musica altra da un quarto di secolo

Nel momento in cui scriviamo, alcuni dei cambiamenti umani e lavorativi avviati dalla pandemia sono in primo piano, altri verranno messi a fuoco nei mesi e negli anni a venire, non solo per quanto riguarda la didattica e il modo di vivere l’esperienza formativa all’interno delle scuole. Nel novembre del 2020, quando un insegnante e un musicista e promoter musicale hanno alzato la cornetta per confrontarsi su quello che stava succedendo alle loro vite e al loro lavoro, le cose erano meno chiare sul piano intellettuale ma molto sentite a livello emotivo. In quella telefonata, alle soglie del secondo lockdown, la domanda che non riuscivamo a formulare ma che portava avanti la conversazione, era: cosa possiamo fare? Come possiamo, in questo contesto, continuare a coltivare e condividere la nostra passione, le nostre conoscenze e competenze? È così che, a partire da una domanda inespressa, nascono i primi incontri in DAD per parlare con i ragazzi del Liceo Ivo-Oliveti di storia della musica. “Per tirare su gli animi degli alunni ed entusiasmarli”, ci dicevamo. “Per regalargli un’ora d’aria e di escursione mentale dalla pressione di una situazione insostenibile e imprevista”, ci dicevamo. “Per allontanare da noi stessi la sensazione spiacevole di non star facendo nulla”, ci dicevamo. Dopo la prima se ne sono susseguite delle altre, tutte spudoratamente “clandestine” e disorganizzate ma piene di curiosità da parte dei ragazzi. E così le cose sono diventate più chiare anche ai nostri occhi. La DAD e con essa l’introduzione massiva delle nuove tecnologie all’interno della didattica, non doveva necessariamente essere vissuta come una frustrante parentesi, non doveva essere percepita come una fallimentare simulazione delle lezioni frontali, ma andava vista come l’occasione per sperimentare nuove forme di condivisione del sapere avvicinandolo alle piattaforme social. Nasce così il progetto “Pillole. Un archivio di passioni in formato video” un format che a cadenza settimanale ha finora condiviso con gli studenti circa cento video (della durata di 5-7 minuti) su gruppi di argomenti culturali, dalla musica alla letteratura, dalla fotografia all’architettura, dal teatro alla storia della scienza.

Tra novembre e dicembre il progetto ha coinvolto solo una classe e ha usato il servizio di messaggeria Whatsapp, poi abbiamo deciso di aprirlo anche ad altri studenti e di spostare il tutto su una pagina Instagram alla quale potevano accedere solo gli studenti coinvolti e solo dopo un confronto con il corpo docente. Ogni settimana decidevamo un argomento e a turno ci impegnavamo a contattare un esperto che potesse regalare agli studenti un minimo di tre video per svilupparlo. Così abbiamo chiesto a Brunori Sas, Lodo Guenzi e Calcutta di presentare Franco Battiato, a scrittori di sviluppare un percorso sul tema della “famiglia” nella letteratura italiana o sul tema del realismo, abbiamo attraversato generi musicali proponendo guide all’ascolto di classici della musica internazionale, da Depeche Mode e Pink Floyd, da Mac DeMarco ai Cure. Lentamente si sono aggiunti altri temi, tutti con la medesima struttura: prendere un argomento e consegnare ai ragazzi una presentazione e una serie di spunti di approfondimento: letture, film, ascolti musicali. E insieme ai nuovi argomenti sono arrivati anche nuovi collaboratori, altri musicisti, giornalisti, attori, docenti di chimica e fisica. Con un processo a catena molto naturale, abbiamo deciso di aprire il progetto anche ad altre scuole e attraverso la buona volontà di altri docenti siamo riusciti a coinvolgere quattro Istituti di istruzione superiore in Calabria e due Istituti della Lombardia, arrivando così a un numero complessivo di oltre duecento iscritti. L’idea, proprio perché sviluppata all’interno di una piattaforma social ha un alto grado di replicabilità e può svilupparsi in modo indefinito partendo dai molteplici settori della cultura e della formazione, accogliendo contributi non solo strettamente didattici ma culturali in senso ampio (dal cinema, al fumetto, dall’informatica alla storia della fotografia).

Così facendo gli appuntamenti delle “pillole” hanno finito per coinvolgere studenti distanti, che non si sono mai incontrati. Nel 2021 il progetto ha partecipato alle fasi finali della selezione regionale “Scuola Digitale” e al momento è stato sviluppato solo nella sua parte di “archivio di fruizione”. La sezione che speriamo di implementare è quella che riguarda la possibilità che gli studenti condividano sulla pagina anche le loro “pillole” su argomenti culturali, ma per farlo siamo in attesa di riuscire a incardinare il progetto all’interno di una “offerta formativa” che guarda ancora con diffidenza i nuovi linguaggi e le nuove tecnologie di condivisione.

Il progetto ha dato la possibilità di sperimentare una forma inedita di didattica che, crediamo, non debba essere vissuta nella forma della “sostituzione” ma della “integrazione”. Le principali chances contenute all’interno dell’innesto delle nuove tecnologie al servizio della didattica sono, a nostro avviso quattro:

  1. archiviare conoscenze trasversali e approfondimenti specifici per renderli fruibili in ogni momento da parte degli studenti;
  2. coinvolgere con maggiore facilità personalità e competenze differenti all’interno del percorso formativo;
  3. inserire le conoscenze all’interno di un sistema di condivisione più vicino al linguaggio di fruizione delle nuove generazioni;
  4. dare anche ai ragazzi la possibilità di condividere contenuti didattici e di approfondimento creati da loro con il supporto dei docenti.

Dopo più di anno di “Pillole” possiamo dire di aver trovato, grazie a questo progetto un terreno fertile che speriamo possa essere coltivato anche a livello istituzionale, poiché l’esperienza formativa sta vivendo una trasformazione che sovrasta la nostra volontà, essa non può essere ignorata o frenata, ma può e deve di certo essere indirizzata avendo, sul piano didattico, sempre un chiaro obiettivo: la crescita della consapevolezza degli studenti, una consapevolezza che passa anche dalla comprensione delle possibilità formative di piattaforme fin troppo stigmatizzate come semplice intrattenimento e distrazione.

Nasce così il progetto “Pillole. Un archivio di passioni in formato video” un format che a cadenza settimanale ha finora condiviso con gli studenti circa cento video
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Fabio Nirta

Collaboratore

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