Parafrasando e distorcendo ciò che Italo Calvino intende per "letteratura" nelle sue celebri Lezioni americane, oso dire che la classe è come un romanzo contemporaneo: un'enciclopedia, una fitta rete di connessione tra fatti, persone e cose che ruotano attorno a questo microcosmo.
Appena varco la porta di una classe che ancora non conosco, penso insomma di entrare a far parte di una nuova trama, prendo nota dei personaggi e annodo i fili della mia storia ai fili delle tante storie che mi si presentano davanti e intorno. È quasi come atterrare su un nuovo pianeta, la cui esplorazione sarà lenta, richiederà pazienza e curiosità, ma alla fine il risultato sarà accrescitivo: avrò aggiunto nuovi paesaggi mentali, nuovi punti di vista o di osservazione, nuove risorse.
Tale esperienza si ripete tante volte quante sono le classi nuove assegnate a ciascun docente e ciò concede, a mio avviso, all'insegnante un super potere ma anche un super dovere: stare immersi nella molteplicità, a cui l'aula "costringe", e avere la capacità di preservarla.
Il fine, infatti, della didattica è tenere insieme ciascun filo, ciascun personaggio che il docente-scrittore deve saper tratteggiare e far emergere, per renderlo comprensibile al lettore-mondo. Ma capita a volte anche che tali "rapporti di forza" possano del tutto capovolgersi e così bisogna reinventarsi un ruolo e una condotta.
Un esempio fra tanti mi aiuta a chiarire questa mia personale, e forse discutibile, visione della scuola e riguarda un personaggio-alunno speciale piombato nella mia quotidianità, che ha completamente stravolto il mio modo di insegnare ma anche e soprattutto di vedere la vita. Con queste dichiarazioni non vorrei mai scadere nella retorica o peggio nella visione fin troppo restrittiva e limitante che abbiamo ancora oggi della disabilità, sia fisica che mentale. Anche se si devono riconoscere tantissimi passi in avanti fatti per ottenere l'inclusione, è pur vero che essa deve necessariamente essere messa in atto dai docenti. Voglio dire insomma che le normative possono e devono moltiplicarsi se aggiungono nuove tutele per gli alunni con Bisogni educativi speciali, ma non bastano.
Ciò che è più necessario è infatti applicare a se stessi la categoria della disabilità. Mi sono insomma chiesta di fronte al mio alunno in carrozzina, che quindi di fatto non poteva camminare, cosa io non potessi o non sapessi fare. Ho esplorato a fondo la mia personale disabilità e l'ho confrontata con la capacità del mio alunno di trovare soluzioni ai suoi personali impedimenti.
Ho constatato così che era di gran lunga superiore alla mia portata e allora, di fronte a questo straordinario sorpasso, ho deciso che sarei stata soprattutto io ad apprendere. Ho capovolto completamente il punto di vista, e mi sono incredibilmente ritrovata personaggio, non già autrice. Ho imparato così tante cose e ho vissuto così tante esperienze che non basterebbe un libro intero per raccontarle.
Tutto questo è stato possibile anche grazie ad una potente e fascinosa arma: la letteratura. Tra le pagine di autori italiani e del mondo latino, che abbiamo studiato insieme, ci siamo riconosciuti; lui ha compreso le mie debolezze e me le ha sottolineate tutte le volte che le abbiamo incontrate nelle nostre letture quotidiane e io, grazie proprio a questo confronto, ho azzerato tutte le mie difficoltà, e mi sono finalmente sentita alla pari con lui.
Il giorno del suo esame di stato non ho retto all'emozione, ho pianto lacrime di gioia ma anche di profonda nostalgia. Prima di andare via, soddisfatto del suo brillante esame, mi ha detto che quella era la dimostrazione di quante cose gli avessi insegnato. Io ho guardato il mio autore e l'ho ringraziato, invece, per avermi dato la capacità di scendere nella trama e costruirla dal basso, non più con quella superiorità che a volte, baldanzosa delle mie conoscenze, sfoderavo a lezione, ma con l'umiltà delle mie mancanze e fragilità.
Riflettendo su questa nuova vita che la scuola mi ha concesso, posso infine dire di non sentirmi nemmeno più docente-scrittore ma un personaggio-alunno, con molteplici spunti da cui partire e da mettere al servizio della prossima trama.
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