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FORMATI O (S)FORMATI? SEMPRE MENO IN-FORMATI

21 maggio 2026 2 min

Competenze, conoscenze, avanguardia, attitudini e talenti.

E sì, la formazione ci promette tutto questo e anche molto di più: un processo di aggiornamento continuo capace di rendere all’altezza il personale della scuola.

Con una spinta in più: la formazione si può fare on line (grazie al COVID...grazie?), senza sporcarsi troppo le mani e, indovinate un po’, la pioggia di denaro del PNRR ci vuole condannare all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Lo so che ‘condannare’ non è un verbo bellissimo e neppure esatto ma, insomma, queste nuove tecnologie, utili e indispensabili e innovative e tutte le cose belle del mondo, non ci fanno mettere le mani in pasta. Tutto procede per un tramite. Ci chiedono nuovi ambienti di apprendimento ma, poi, ogni cosa si realizza ad una distanza abissale.

La nostra.

Di formazione ne abbiamo fatta di ogni genere, dalla sicurezza alle flipped classroom passando per le Tic e pure per Tik Tok (che ci dobbiamo inventare per catturare ‘sti ragazzi...), fino al renderci conto che una qualsiasi intelligenza artificiale può svolgere un nostro lavoro di ricerca, per cui servirebbero giorni, nel giro di venti minuti.

La formazione ci s-forma, dunque, non ci forma. Ci toglie dalla forma di docenti rendendoci tramite, senza interferenze, di applicazioni, utili facilitatori capaci di somministrare passaggi, di andare avanti, come in un videogame, superando i livelli senza mai tornare indietro a riflettere, fermarsi, comprendere e comprenderci. Aiutiamo a pianificare per raggiungere obiettivi restando neutri senza più un luogo o un ruolo particolare di discussione.

Un professionista da impresa e non più un professore tra i banchi. Dal fattore emotivo si passa a quello sociale ed organizzativo che è importante pure ma toglie un po’ di anima, e sì che la toglie. La Rete tutta propone un mare di servizi formativi tra enti accreditati e screditati, il Miur le impone, gli uffici scolastici regionali cavalcano l’onda agganciando dirigenti solerti nella proposta che spesso resta senza risposta.

Raramente capita che, nelle scuole, venga trasmesso un questionario in cui ciascun operatore scolastico possa esprimere il proprio parere sulle competenze in cui ci si sente deficitario e per cui vorrebbe acquisire competenze più solide. Quando capita, andrebbe preso per oro colato, farne tesoro, farne sondaggio e percentuale e relativa scelta.

Nella formazione, ormai compendio in un click, cerchiamo più in-formazione ma non siamo capaci di fare testuggine e chiedere, proporre, attivare, attivarci.

È così che la nostra forma(zione) perde i connotati, sfuma le linee che ci definiscono, raccoglie l’accattivante invito a facilitare qualsiasi processo di apprendimento.

Fuori da questo vestito di jersey che riesce a prendere qualsiasi forma, restiamo nudi davanti ad una complessità che diventa sempre più complicazione.

La formazione ci s-forma, dunque, non ci forma
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GS
Giuliana Scura

Collaboratrice

Cosentina (ma pure molto arbereshe), cinquant'anni. Insegna Lettere nella scuola secondaria di I grado dell'Ic "Via Roma Spirito Santo" di Cosenza dopo la decennale esperienza nei giornali locali.

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